1

REPORT FINALE - ANNO 2001/2002
 
a cura di:
Giovanni Pone - Direttore Progetto P.O.S.T 2002
Germana Muscolo - Coord. Progett. e Pianificazione


1. Introduzione
2. Le finalità generali del progetto: mettere in rete le scuole
3. Il Progetto di Orientamento Scolastico Territoriale (P.O.S.T.)
4. Valutazione complessiva del progetto POST
5. Prospettive e azioni di miglioramento

APPENDICE
I rapporti tra scuola e famiglia in tema di orientamento
Il questionario genitori e scuola
Le buone pratiche realizzate

1. Introduzione
 
Il progetto si è posto prioritariamente l'obiettivo di sperimentare un modello di orientamento scolastico territoriale per cogliere i fabbisogni di tutti i soggetti interessati (studenti, famiglie, insegnanti, imprese ed enti locali) dell'area bassanese, mettendo in luce i percorsi metodologici già sviluppati negli ultimi anni, al fine di contestualizzare le azioni.
Il comparto scolastico del territorio su cui si è sviluppato il progetto, è tra i più sensibili nella Regione Veneto ai mutamenti organizzativi e formativi proposti dall'autonomia scolastica. Da tempo numerosi istituti scolastici hanno avviato sperimentazioni approvate a livello nazionale ed esiste una tradizione consolidata nella promozione di azioni orientative integrate fra scuola ed impresa.
Registra, inoltre, una forte differenziazione dell'offerta formativa. Sono infatti presenti 8 istituti superiori e 3 Centri di Formazione Professionale; 45 sono i corsi di studio frequentati da 6553 studenti (anno scolastico 2001/02) che provengono da sei province diverse (Vicenza, Padova, Treviso, Trento, Belluno e Venezia), il pendolarismo è quindi molto accentuato. Inoltre, è stato attuato un corso di FIS di "esperto linguistico d'impresa" presso il Liceo Brocchi.
Dall'analisi dei Piani dell'Offerta Formativa emergono, infine, numerose progettualità ed iniziative trasversali comuni a tutti gli istituti (orientamento, educazione alla salute, accoglienza, recupero e approfondimento disciplinare) che rendono ancora più articolate e ricche le opportunità formative .
La forte espansione dei nuovi indirizzi di studio rappresenta la volontà e capacità delle scuole a seguire con attenzione la trasformazione della domanda di lavoro. Il territorio, infatti, è investito da processi di riorganizzazione delle tradizionali specializzazioni produttive, che devono anche fare i conti con le potenzialità delle forme di trasferimento in paesi extracomunitari della produzione di scarso contenuto tecnologico. Ciò determina l'introduzione di nuovi paradigmi tecnologici, con la conseguente necessità di ricorrere a profili di competenze professionali prima non richieste nell'area che, com'è noto, è caratterizzata dalla presenza di due distretti industriali (ceramica e mobili).
Si può affermare che il territorio, con oltre 120.000 abitanti, di cui circa 50.000 nel solo Comune di Bassano, è un interessante osservatorio del Nord Est per il rapporto domanda e offerta di formazione: sia per la dinamicità economica e per la crescente e variegata presenza di indirizzi di studio, sia per un tessuto sociale che privilegia le forme di collaborazione e di integrazione.
Sempre dall'indagine realizzata dall'Amministrazione Provinciale di Vicenza possiamo rilevare che dall'anno scolastico 1998/99 ad oggi si è registrato un incremento di iscrizioni all'Istituto d'Arte (+34,3%) e all'Istituto Professionale "Scotton" (+32,4%). E' anche interessante notare che dall'anno scolastico 2000/01 si evidenzia un decremento, confermato anche dai dati, ancora in fase di elaborazione, per le iscrizioni alle classi prime nell'anno scolastico in corso. Una inversione di tendenza, invece, si registra nei Licei e in particolare nel Liceo Scientifico "Da Ponte"
Significativa appare la percentuale dei promossi con debito formativo che è compresa fra il 25% e il 39% sul numero totale degli studenti promossi di tutte le scuole superiori di questo territorio. Le percentuali di alunni respinti è compresa tra l' 3,3% del Liceo Scientifico "Da Ponte" e il 17,3 % dell'Istituto Professionale "Scotton" (anno scolastico 2000/01).
 
 
2. Le finalità generali del progetto: mettere in rete le scuole
 
Il tentativo di "modellizzare" un percorso orientante in rete fra scuole, prende spunto dall'analisi della Direttiva Regionale sull'orientamento in obbligo formativo, in cui sono presenti elementi utili per dare impulso ad intese territoriali che comprendano non solo l'istruzione ma anche la formazione professionale. Tale domanda è avvertita nella realtà bassanese in quanto si avverte la necessità di un'azione efficace e mirata di prevenzione e recupero dei fenomeni di insuccessi, della dispersione e degli abbandoni, che in modo sintetico, ancorché sufficiente per documentarli, sono stati rilevati dai dati precedentemente citati.
Rispetto a questa base analitica, l'interesse per realizzare un progetto territoriale di orientamento si è ulteriormente precisato: si è concentrata l'attenzione sulla predisposizione di "modelli" e percorsi di innovazione didattica, metodologica e organizzativa che realizzino forme di interazione e integrazione tra i sistemi scolastici e fra questi e la formazione professionale, con il concorso attivo di enti che, la recente legislazione sul trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni e agli Enti locali, ha coinvolto in prima persona. In tale senso si è ritenuto che tali interventi di interazione e integrazione debbano concretizzarsi in piani formativi e didattici al fine di segnalare le condizioni che portano alla scelta consapevole degli studenti del proprio indirizzo di studio e, conseguentemente, siano definite azioni il più possibile sistematiche per il supporto e l'assistenza di quanti, in età di obbligo formativo, abbiano manifestato insuccessi o si orientino successivamente verso percorsi professionalizzanti.
In questo modo si è ritenuto possibile (con un'esperienza sul campo) :
 
a) Realizzare un intervento di integrazione fra i sistemi formativi;
b) Offrire la possibilità di scelta dopo la terza media tra due canali formativi diversi, ampiamente comunicanti perché di pari dignità - come si propone con l'attuale Legge di Riforma della Scuola;
c) Consolidare la collaborazione tra scuola e centri di formazione professionale, facilitando la successiva individuazione dei terreni su cui intervenire con adeguati supporti formativi.
 
Particolarmente importanti sono stati i contributi, emersi durante gli incontri preliminari per la stesura del progetto, degli esperti e dei docenti delle strutture di formazione che hanno aderito, per potenziare le iniziative e i progetti che le singole scuole stanno attuando in materia di orientamento. Numerose sono, infatti, le esperienze che possono essere usufruibili in rete, con uno scambio di informazioni, di validazioni e di diffusione.
 
La realizzazione di questa finalità permette di avviare una rete sistemica e integrata di informazione/formazione che dà visibilità e conoscenza dei servizi di orientamento, sia quello integrato (e delegato recentemente agli enti locali, cfr. articolo 139 del d.lgs. 112/98 e conseguente Legge Regionale), che quello formativo, progettato dalla scuola.
 
 
3. Il Progetto di Orientamento Scolastico Territoriale (P.O.S.T.)
 
Se per le intese territoriali lo sforzo maggiore ha riguardato l'orientamento in forma integrata in rete, per la realizzazione di specifiche azioni si è trattato di dare un assetto stabile, misurabile e valutabile ai percorsi orientativi.
 
Quattro sono state le aree su cui, a partire dagli indirizzi e dalle regole poste dalla Direttiva Regionale, si è incentrata l'attività del P.O.S.T. :
1. L'Informazione: costituzione di un sistema permanente di informazione sul territorio
2. Le buone pratiche di orientamento: realizzazione e sviluppo.
Questa area è stata declinata con la realizzazione di buone pratiche riguardanti:
a) l'orientamento ed il ri-orientamento per la prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica
b) l'accoglienza: un modo per orientare
c) l'orientamento e il ri-orientamento degli studenti diversamente abili
3. Il raccordo scuola-lavoro: realizzazione di stages nei licei e negli Istituti Tecnici per conoscere meglio il mondo del lavoro
4. La famiglia e l'obbligo formativo: incontri informativi e di sensibilizzazione sulle scelte orientative e sull'obbligo formativo .
 
Il progetto ha coinvolto 14 Scuole Secondarie di 1° e 2° grado e 2 Centri di Formazione Professionale dell'area bassanese.
La Scuola Media "Vittorelli" ha assunto funzione di Istituto capofila.
Ha dato un fattivo contributo l'Assessorato all'Istruzione del Comune di Bassano del Grappa.
Tutti i partners hanno mantenuto l'adesione alla rete istituita.
 
3.1. L'organizzazione
 
Per dare capacità operativa alle quattro aree si è creata una struttura organizzativa per governare l'insieme del progetto.
E' stato, quindi, costituito un gruppo di lavoro integrato composto dai responsabili delle singole azioni, con compiti di coordinamento e di elaborazione delle informazioni da diffondere alle scuole e al territorio.
Il gruppo era così composto:
 
a) staff di progettazione:
 
Dir. Scol.,Prof Giovanni Pone - direttore del progetto
Dott.ssa Germana Muscolo - responsabile della progettazione e pianificazione
 
b) coordinatori di area:
 
Proff. Romano Ramadori e Carlo Zaborra per la raccolta dei dati sulle azioni di orientamento, la gestione del sito web e la diffusione dell'informazione (area 1)
Prof.ssa Anna Maria Antonietti per la realizzazione dell'azione di cui al punto 2a del paragrafo precedente ( orientamento e ri-orientamento )
Prof.ssa Patrizia Passuello per la realizzazione dell'azione di cui al punto 2b del paragrafo precedente (accoglienza)
Prof. Ezio Lunardon per la realizzazione dell'azione di cui al punto 2c del paragrafo precedente (ri-orientamento alunni diversamente abili)
Prof. Vittoria Esposito per la realizzazione di stages ( azione 3)
 
c) rapporti con la comunità:
 
Dott.ssa Chiara Padovan - rappresentante Comune di Bassano
 
I componenti del gruppo hanno partecipato a 10 incontri di programmazione e di coordinamento, dedicando due incontri (a giugno e a dicembre) per una valutazione generale delle attività svolte.
Si è promosso infine un incontro tra dirigenti scolastici delle scuole e dei CFP aderenti alla rete per una illustrazione delle attività e ad una prima restituzione dei risultati ottenuti.
Oltre al gruppo di coordinamento sono stati costituiti i seguenti gruppi di lavoro per le azioni 2 e 3:
a) gruppo di lavoro per l'azione "riorientamento alunni diversamente abili" con capofila Istituto D'Arte "De Fabris" e responsabile il prof. Ezio Lunardon;
b) gruppo di lavoro "accoglienza laboratori orientanti"con capofila Liceo Classico "Brocchi" e responsabile prof.ssa Patrizia Passuello;
c) gruppo di lavoro per l'azione "stage scuola e lavoro" con capofila ITC "Einaudi" con responsabile prof.ssa Vittoria Esposito.
Per quanta riguarda l'azione 1 (Sistema permanente di informazione sul territorio) è stato direttamente coinvolto il gruppo di coordinamento con l'apporto del prof. Giorgio Perini.
Infine, per l'azione n. 4 (formazione/informazione per le famiglie) le attività sono state organizzate dal Direttore del progetto, coadiuvato dai Dirigenti Scolastici , Prof.ssa Parolin e Prof. Gruccione.
Per gli aspetti amministrativi ha svolto il ruolo di referente il direttore dei Servizi Generali e Amministrativi della Scuola media "Vittorelli", dott. Perrone.
 
3.2. Area 1 : Un sistema permanente di informazione sul territorio
 
Il gruppo di coordinamento ha progettato la struttura per la realizzazione di un sistema permanente di informazione sul territorio. In sintesi, si è previsto:
 
® di raccogliere e offrire informazioni riguardanti i vari aspetti dell'orientamento
® di utilizzare strumenti informatici e cartacei per la produzione e la diffusione di materiale informativo
® di promuovere incontri territoriali di informazione e sensibilizzazione non solo destinati agli studenti e alle loro famiglie, ma anche alla cittadinanza dell'area bassanese
® di coinvolgere i media e la stampa
Per realizzare il sistema informativo si sono individuate le modalità operative: 4 docenti sono stati incaricati di effettuare una ricognizione locale:
a) dei servizi che danno informazioni riguardanti l'orientamento scolastico
b) delle scuole che attuano iniziative orientative.
Per effettuare la ricognizione nella scuole è stata predisposta una apposita schede di rilevazione atta a rilevare i seguenti dati:
1. presentazione della scuola
2. corsi di studio
3. piano delle materie
4. attività di orientamento e riorientamento anche per disabili
5. realizzazione di open day
6. iniziative di continuità educativa
7. eventuali corsi post-diploma o FIS
8. tipologia di rapporti con le aziende
Per gli enti di formazione e associazioni sono state inoltre richiesti i nominativi dei referenti per l'orientamento, i servizi che mettono a disposizione, l'organizzazione di stages aziendali. E' stato,quindi, predisposto un software che ha consentito la raccolta della documentazione in modo integrato e, per quanto possibile, di facile lettura anche per chi non appartiene al mondo della scuola.
Per condividere l'iniziativa con tutti i partenrs e per assicurare una puntuale restituzione delle informazioni richieste è stata organizzata una riunione con i docenti referenti dell'orientamento delle scuole della rete.
Si è quindi costruito ed aggiornato il sito web: www.orientascuola.it, che ha garantito la diffusione delle informazioni e un migliore collegamento della rete.
Per quanto concerne la diffusione di informazioni con materiale cartaceo si è provveduto a raccogliere i dati essenziali di presentazione delle opportunità formative di tutti gli istituti superiori e dei Centri di Formazione Professionale presenti nella zona bassanese e produrre un testo a stampa che è stato distribuito a tutte le famiglie con allievi che frequentano la classe terza media per un totale di 1800 copie. Infine, è stato organizzato un seminario pubblico (30 settembre 2002) allo scopo di fare conoscere e confrontarsi sulle azioni previste dal progetto POST, nonché l'organizzazione e le proposte per dare all'orientamento e all'obbligo formativo una prospettiva sistemica, permanente ed integrata. Al seminario, a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e delle scuole per un totale di 72 presenze, sono stati presenti esperti del (Dir.Tec. Dino Cristanini e Prof.ssa Germana Muscolo) e rappresentanti istituzionali, fra cui l'Assessore Regionale alla Formazione e Lavoro Raffaele Grazia.
I rappresentanti della rete del progetto POST hanno, infine, presentato la proposta di costruzione di un sistema a rete dell'orientamento in occasione della giornata sull'orientamento, promossa dal Comune di Bassano del Grappa.
 
 
3.3 Le buone pratiche per l' orientamento
 
La realizzazione e lo sviluppo di buone pratiche per l'orientamento scolastico costituiscono l'asse portante del progetto.
Una buona pratica secondo una nota definizione "è una costruzione empirica delle modalità di sviluppo di esperienze che per l'efficacia dei risultati, per le caratteristiche di qualità interna e per il contributo offerto alla soluzione di particolari problemi soddisfa il complesso sistema di aspettative della formazione".
E' sempre più condivisa l'opinione che le buone pratiche costituiscano uno strumento capace di accrescere e diffondere quei comportamenti e quelle procedure in grado di generare effetti innovativi rilevanti sia da un punto di vista culturale che di processo ed attraverso i quali diviene possibile innalzare gli standard di qualità della formazione con il produttivo risultato di dare luogo ad effetti virtuosi e sempre più crescenti.
Le buone pratiche riflettono l'idea che le possibilità di miglioramento della qualità formativa e l'introduzione di elementi efficaci per il cambiamento, sono possibili e costituiscono un traguardo facilmente raggiungibile, attuabile e condivisibile..
Questa cultura, sostenuta da tutti i documenti in tema di formazione dall'U.E., genera, di fatto un sistema di comunicazione aperto grazie al quale l'esperienza accumulata diventa patrimonio comune di tutti.
Secondo questa prospettiva è stata lanciata la proposta di generare, a partire da significative esperienze realizzate dalle scuole in tema di orientamento, modelli condivisi di "buone pratiche". In altri termini, si è ritenuto di partire da iniziative interessanti ed innovative realizzate in alcune scuole della rete, trasformarle in progetti e sperimentarle con gli allievi delle classi prime e seconde superiori e ( per l'accoglienza ) delle classi terze medie. Per la descrizione del processo e dei risultati è stata predisposto un modello di stesura comune al fine di stimolare un confronto il più possibile largo e aperto su metodologie e azioni significative per l'orientamento, avendo cura di focalizzare l'attenzione su attività orientative che riguardano soggetti deboli o a rischio di espulsione dal sistema formativo e/o scolastico.
Il lavoro è stato facilitato in quanto molti docenti, che hanno direttamente attivato i progetti, avevano partecipato ad un corso di formazione specifico, autonomamente organizzato sull'elevamento dell'obbligo scolastico e sull'obbligo formativo, durante il quale erano state affrontate sul piano pedagogico e metodologico analoghe tematiche.
 
Come previsto dal progetto presentato alla Regione, sono state attivate le seguenti azioni rivolte agli studenti, allo scopo di raccogliere e documentare gli esiti e ordinarli in "buona pratica":
 
a) ri-orientamento fra Istituti Professionali e Centri di Formazione Professionale
b) laboratori orientanti e accoglienza alunni terze medie;
c) ri-orientamento alunni diversamente abili;
 
a) La "buona pratica" ha come titolo:"Contenimento e riduzione della dispersione scolastica: modulo per il recupero della motivazione allo studio e stage formativo presso altra scuola" e si rivolge agli studenti frequentanti le classi prime e seconda superiore che manifestano segni di scarsa motivazione allo studio.
Lo scopo della "buona pratica" è garantire l'assolvimento dell'obbligo formativo (riducendo i fenomeni di dispersione scolastica) e il diritto allo studio.
Una volta individuati gli allievi a rischio di abbandono, si propone un colloquio con ciascuno di essi e tests specifici. Successivamente si sono organizzati due moduli: lo "sportello didattico" per migliorare l'apprendimento e/o interventi di recupero dell'autostima e motivazione allo studio con la consulenza di psicologi. Dopo questi interventi,gli allievi hanno avuto la possibilità di frequentare uno stage formativo programmato presso un'altra scuola (nel caso specifico in un CFP) nel corso del quale hanno partecipato alle attività didattiche con percorsi individualizzati.
L'iniziativa è stata proposta dall'Istituto Professionale "Remondini" e attuata grazie alla collaborazione tra questo Istituto e il CFP "Casa di carità arte e mestieri"
b) La buona pratica dal titolo: "laboratori orientanti e accoglienza alunni terze medie" è il risultato di un'azione congiunta tra quattro Istituti Superiori e un CFP: il Liceo "Brocchi", l'Istituto d'Arte "De Fabris", l'Istituto Tecnico Industriale "Fermi", l'Istituto Professionale "Remondini" e il Centro di Formazione Professionale "Casa di carità arte e mestieri".
Dopo la formazione di un gruppo inter - istituto, sono stati invitati a partecipare ad un "laboratorio" gli alunni delle classi terze delle Scuole Medie del territorio. Obiettivo: fare conoscere direttamente lo specifico educativo-disciplinare dei percorsi che i ragazzi e le ragazze intendono intraprendere. Scegliere con consapevolezza,confermare la propria scelta o avere la possibilità di cambiare idea in tempo utile,aiuta, infatti, a formulare corrette previsioni d'impegno e idonee aspettative.
L'azione si è articolata in:
- una fase preparatoria di raccordo tra scuole medie e coordinatori d'indirizzo delle scuole superiori
- una fase di realizzazione che ha previsto:
l'accoglienza da parte di studenti tutors e del referente dell'orientamento con la presentazione dei luoghi, delle strutture e delle caratteristiche generali della scuola superiore ospitante
l'avvio delle attività di laboratorio: "la valigia dello studente", mini-simulazione delle lezioni, questionari d'ingresso e di uscita.
 
La buona pratica dal titolo: "Ri - orientamento di alunni diversamente abili" è caratterizzata dall'assistenza e dall'inserimento di alcuni studenti portatori di handicap in percorsi formativi da loro scelti per il passaggio dall'Istituto d'Arte "De Fabris" di Nove alla Formazione Professionale.
Si è proposto un percorso di ri-orientamento che, partendo dalla discussione in Consiglio di Classe sulla necessità di proporre un corso professionalizzante più pratico rispetto al biennio finale, ha previsto un programma di attività articolato in:
- accoglienza nella nuova classe
- nomina di studenti tutors
- coinvolgimento dell'insegnante di sostegno
- incontri di raccordo fra Istituto d'Arte e Centro di Formazione Professionale
- costruzione di moduli specifici di inserimento nel CFP.
L'obiettivo è stato quello di favorire un migliore inserimento nel mondo del lavoro con l'acquisizione di una qualifica professionalizzante. Il percorso ri-orientante si è realizzato nel secondo quadrimestre dell'anno scolastico 2001-02.
 
 
3.4 Il raccordo scuola lavoro : stages per migliorare il raccordo con il mondo del lavoro
 
L'organizzazione di stages aziendali per conoscere meglio il mondo del lavoro e migliorare il raccordo scuola-lavoro è stata curata dall'Istituto Tecnico Commerciale "Einaudi" che ha una collaudata esperienza relativa a questo tipo di attività formativa. Le attività sono state realizzate in collaborazione con gli altri istituti superiori della rete.
Gli stages hanno dato la possibilità agli studenti delle classi quarte degli Istituti coinvolti di conoscere ed analizzare la realtà lavorativa di alcuni Enti, Istituzioni, aziende commerciali, studi legali e notarili, agenzie di viaggio e sedi di quotidiani.
La rete fra 5 istituti superiori è stato per i docenti che hanno partecipato a questa azione un concetto da sviluppare, in quanto è più facile interessare altri soggetti e realizzare buone partnerships.
Gli stages sono stati organizzati in periodi diversi nei vari Istituti,infatti: alcuni hanno privilegiato il periodo scolastico con l'alternanza scuola - lavoro , altri hanno collocato la realizzazione dello stage alla fine dell'anno scolastico. Sono state organizzate una o due settimane di coinvolgimento programmato nelle varie aziende ed istituzioni (alcune scelte dagli allievi) in modo da poter far conoscere le realtà lavorative e le caratteristiche delle diverse figure professionali.
Il coordinatore ha organizzato le varie attività con incontri,presa di contatti telefonici e scritti con le varie istituzioni, invio di Convenzioni e richiesta di progetti, analisi, controllo e verifica del progetto .
Gli Studenti coinvolti sono stati:
 
250 dell'ITCG "Einaudi" ( classi quarte)
45 dell'Istituto d'Arte di Nove ( classi quarte)
10 del CFP Casa di Carità Arti e Mestieri (classi prime)
 
La prima attività ha riguardato l'organizzazione delle visite aziendali ( rivolte agli allievi delle classi terze,ad esclusione del CFP che ha coinvolto le classi prime), messe a punto dai consigli di classe con specifiche unità didattiche e successivi contatti diretti con le aziende selezionate. Ciascun Consiglio di Classe ha individuato un referente tutor per seguire lungo tutto il percorso gli studenti nelle diverse fasi dello stage (aprile-maggio 2002).Infine è stata predisposta una traccia comune per aiutare la stesura di una relazione dell'esperienza da parte di ciascun studente coinvolto.
Sono stati predisposti strumenti di verifica e valutazione delle attività di stage.In numerosi casi gli alunni che hanno partecipato agli stages hanno relazionato ai loro compagni delle classi quarte all'inizio dell'anno scolastico successivo (settembre 2002)
Il percorso attuato si è concluso il 22.11.2002 con un incontro/assemblea di tutti gli studenti coinvolti, i quali, hanno, tramite relazioni scritte, espresso il loro parere favorevole sull'efficacia del metodo. Al confronto hanno dato il loro contributo i rappresentanti dei genitori, l'Assessore Regionale e alcuni rappresentanti del mondo economico,fra cui il responsabile nazionale scuola dell'Associazione Industriali.
Il materiale prodotto può così divenire valido strumento per riprodurre negli istituti analoghe iniziative.
 
 
3.5 Incontri informativi con i genitori
 
Nel periodo novembre-dicembre 2002 sono stati promossi n. 9 incontri rivolti ai genitori degli alunni di terza media suddivisi in tre sedi diverse: Scuola Media "Vittorelli" a Bassano, Scuola Media di Marostica e Scuola Media di Romano d'Ezzelino. In quest'ultimo hanno partecipato complessivamente 158 genitori, a Bassano 124 e a Marostica 147 per un totale di 429 genitori.
Oltre ad illustrare, nella prima riunione, le finalità del progetto POST i relatori si sono soffermati a fornire elementi pedagogici e psicologici relativi all'orientamento dei pre-adolescenti nella fase critica dello sviluppo.
Durante le successive tavole rotonde sono stati offerti elementi utili per conoscere gli indirizzi di studio di tutti gli istituti superiori e dei Centri di Formazione Professionale e le possibilità di occupazione dopo il conseguimento del diploma o della qualifica.
Al termine del ciclo degli incontri è stato distribuito un questionario per rilevare, idee e suggerimenti riguardanti il rapporto scuola- famiglia e le attività orientative. I questionari riconsegnati e compilati sono stati complessivamente 288. Dall'analisi dei dati si evidenzia che i genitori auspicano,con determinazione crescente, che la scuola superiore oltre che sbocchi professionali offra anche la possibilità di "star bene a scuola", sia quindi attenta ad un insegnamento capace di promuovere l'agio.
 
 
4. VALUTAZIONE COMPLESSIVA DEL PROGETTO POST
 
Le quattro grandi aree (informazione integrata, buone pratiche di orientamento formativo, raccordo scuola lavoro e incontri con i genitori ) su cui si è sviluppato il progetto POST riprendono non solo gli indirizzi programmatori della Regione Veneto, ma anche
permettono di dotare il sistema "orientamento" di una prassi comune che fa i conti con la realtà dell'agire quotidiano delle scuole.
Siamo convinti che orientare non significa né fare una diagnosi, né dare solo consigli o informazioni, quanto, soprattutto nel contesto scolastico, offrire allo studente opportunità formative diversificate che gli consentano, all'interno di un processo di lunga durata qual è il curriculum scolastico, di conoscersi, individuando attitudini, interessi e capacità, mettendolo, quindi, in condizione di operare scelte consapevoli e motivate che gli permettano di realizzare il proprio progetto di vita.
Come sottolinea la Direttiva del Ministero dell'Istruzione 487/97, l'inserimento della didattica in una dimensione orientativa determina veramente un
rinnovamento nel modo di fare scuola: lo studente non viene più visto come un "contenitore" da riempire, ma una persona alla quale vanno fornite opportunità di crescita, ossia di conoscenza e miglioramento di sé, in una prospettiva che dalla formazione arriva al mondo del lavoro.
In quest'ottica, ormai universalmente riconosciuta e condivisa, vanno letti gli interventi attuati, che hanno richiesto, comunque, un adeguamento e una mediazione per essere fedeli sia agli indirizzi espressi dalla Regione nella Direttiva 331/2002, sia alla realtà culturale e operativa delle singole istituzioni scolastiche appartenenti alla rete bassanese.
Infatti, se l'orientamento trova nel supporto esterno con gli enti istituzionali un comune sentire, allora diviene un processo ben progettato, adeguatamente inserito nel piano dell'offerta formativa, seriamente misurato e documentato. Potremmo essere così certi che quanto viene dichiarato si traduce in concreta prassi didattica.
Di questo si sono dimostrate convinte le Scuole che, con disponibilità a superare non poche difficoltà, hanno partecipato alla rete del progetto POST.
Prima di entrare nel merito è necessaria una precisazione, per evitare di sollevare perplessità sulla contraddizione fra una definizione di orientamento come intervento unitario, quasi olistico, del fare scuola, e, dall'altra, di produrre un'analisi degli interventi singoli, che ci porta ad una parcellizzazione delle azioni.,
Sarebbe troppo facile e scontato sottolineare che una valutazione complessiva del Progetto costringe a separare elementi che nella concretezza della vita scolastica reale sono connessi all'attività didattica e, per certi versi, inscindibili. Ma non è solo questa la ragione della scelta che abbia assunto. Riteniamo, infatti, che prioritario partire dalla "prassi reale" delle scuole: essa ci impone di prendere atto dei dati della realtà per potere progettare e attuare, nei tempi e dei modi propri dell'organizzazione scolastica, le azioni di miglioramento necessarie per avvicinarsi alle enunciazioni generali precedentemente dichiarate.
 
 
4.1 Organizzazione generale: percorso di lavoro e risultati
 
a) clima di lavoro e risultati
 
La presenza al tavolo di progettazione è stata sufficientemente costante da parte dei componenti. Le discussioni e i confronti hanno messo in evidenza come la cultura di rete per le azioni integrate di orientamento scolastico abbia avuto, durante questa esperienza, un impulso notevole. La condivisione di proposte e di azioni da realizzare assieme non è, infatti, prassi quotidiana nel contesto scolastico.
Poiché, come dichiarato nel progetto, la costruzione di una rete di scuole per l'orientamento era il risultato atteso, si è assunto questo indicatore come elemento di valutazione per tutte le azioni.
Non sempre le scuole hanno nominato un referente o una Funzione Obiettivo per l'orientamento e ciò ha, in parte, impedito di che alcuni compiti fossero pienamente realizzati.. I coordinatori dei gruppi, sostenuti e coadiuvati dallo
staff di progettazione, hanno seguito i sotto-gruppi operativi producendo nei tempi dati il materiale di documentazione.
Propri i tempi compressi di lavoro hanno impedito che alcuni compiti (organizzazione del seminario e gli incontri con le famiglie) fossero il risultato di tutto il gruppo; essi rappresentano il frutto del lavoro dello staff di progettazione.
 
b) punti di forza
 
La scelta di promuovere un tavolo di collegamento e di monitoraggio delle singole azioni ha consentito di avere, da un lato, la possibilità di uno scambio e di una reciproca comunicazione delle iniziative svolte, dall'altro di costituire un gruppo coeso per lo sviluppo di un sistema territoriale di orientamento. Essendo la prima volta che docenti provenienti da esperienze e compiti differenti si sono incontrati, l'obiettivo dichiarato ha raggiunto un sufficiente livello di integrazione. La percezione, da parte dei componenti del gruppo, del potenziale valore intravisto di un rapporto interrativo fra diversi soggetti per affrontare i temi dell'orientamento potrà mettere in moto questo processo che in passato è stato abbastanza trascurato.
 
c) punti critici
 
L'idea di costituire un comune lavoro di sintesi ha trovato, nella prassi, una iniziale difficoltà che è stata superata nella fase finale del progetto. Ciò non ha permesso di esplicitare compiutamente tutti gli obiettivi indicati nel progetto ed è stato, quindi, indispensabile sostenere, nelle fasi operative, il gruppo con suggerimenti e assistenza da parte dello staff di progettazione.
 
 
4.2 L'informazione per la rete di orientamento
 
a) clima di lavoro e risultati
 
Le molte e diversificate attività che le singole scuole e i CFP realizzano hanno, come si è detto, bisogno di un "luogo" che dia unitarietà per una più efficace conoscenza delle stesse. La frammentazione e, sovente, la sovrapposizione di analoghe attività generano difficoltà di comunicazione e di fruibilità delle informazioni. Per la diffusione di una cultura organizzativa di rete integrata fra i soggetti coinvolti per lo sviluppo e la raccolta documentale delle iniziative inerenti al progetto quest'azione ha contribuito a renderla visibile e utilizzabile per i diversi soggetti interessati.
Sulla base degli obiettivi indicati ne progetto il gruppo incaricato alla raccolta delle informazioni ha attivo le seguenti azioni:
1. Censimento strutturale delle informazioni che caratterizzano il sistema di orientamento (dati statistici, enti autorizzati, competenze utilizzate ecc.) e costituzione di una banca dati collegata a livello regionale e nazionale
2. Rilevazione delle attività od opportunità presenti a livello territoriale;
3. Organizzazione delle informazioni per dare omogeneità e facile accesso;
4. Trasmissione ai destinatari individuati dagli enti convenzionati per l'utilizzo del servizio
5. Realizzazione di un fascicolo informativo.
 
Come previsto nel piano progettuale, nel mese di aprile 2002 è stato costituito un gruppo di operatori, alcuni dei quali esperti nella multimedialità, per la realizzazione delle fasi sopraindicate. Successivamente nel mese di giugno 2002 si è proceduto alla definizione degli standard procedurali,metodologici e organizzativi per la raccolta sistematica delle informazioni e delle opportunità formative delle scuole e dei CFP.
L'effettiva creazione del servizio informativo tramite il sito www.orientascuola.it. è avvenuta nel mese di settembre 2002. Importante rilevare che è stato predisposto un software specifico per la raccolta sistematica e omogenea dei dati e degli appuntamenti (open day, accoglienza ecc.) delle scuole. Infine, anche per riprendere un'attività realizzata in passato dal Distretto Scolastico di Bassano, è stato distribuito un fascicolo "Percorsi formativi dopo la scuola media" a tutte le famiglie con figli che frequentano la terza media.
Per inserire il progetto nel territorio e per raccordarsi ad altre iniziative sono stati organizzati due momenti pubblici:
 
- un seminario di studio e di confronto sull'obbligo formativo con la partecipazione delle istituzioni compresa la Regione Veneto (settembre 2002):
- una presenza nelle giornate di orientamento organizzate dal Comune di Bassano (ottobre 2002).
 
b) Punti di forza
 
L'utilizzo di uno strumento comune di informazione ha effettivamente messo in rete le scuole sul piano informativo. Esso costituisce un elemento di innovazione rispetto ad una comunicazione "artigianale" e poco sistematica. Inoltre, permette ai responsabili di orientamento di utilizzare un mezzo rapido e continuamente aggiornato sugli eventi, sulle esperienze didattiche e sulla attività formativa di orientamento.
 
c) Punti di criticità
 
Questa prima esperienza necessita di sviluppo e di consolidamento. Nonostante alcune difficoltà organizzative e strutturali, si è raggiunto il risultato atteso. Va altresì dichiarato che il lavoro di raccolta dati è risultato più complesso di quanto ci si aspettasse in quanto gli operatori non avevano avuto precedenti esperienze di lavoro in équipe. Più precisamente si è assistito ad un certo scollamento fra coloro che curavano l'immissione dei dati e la raccolta sistematica e continuativa degli stessi. L'ipotesi che si propone è di creare un gruppo specifico, disgiunto da quello impegnato nel coordinamento, che abbia esclusivamente il compito di creare informazione e maggiore visibilità delle azioni.
 
4.3 Stage per migliorare il raccordo con il mondo del lavoro
 
a) clima di lavoro e risultati
 
Nel corso dell'attività le varie fasi sono state seguite dai docenti e, al termine, è stata stesa una relazione scritta del percorso svolto da ciascun allievo con relativa scheda di valutazione dei risultati. Inoltre le scuole hanno predisposto un "Libretto di stage" in cui i vari operatori sia dell'azienda che della scuola hanno espresso un loro giudizio quotidiano sull'attività svolta.
Alcuni momenti di interscambio tra docenti e tutors che hanno seguito gli allievi sono stati sufficienti per inserire gli stages nelle attività didattiche (in particolare durante i consigli di classe). Molto tempo è stato dedicato all'organizzazione dell'evento finale (22 novembre 2002) durante il quale con soddisfacenti risultati gli allievi hanno messo a conoscenza degli attori sociali interessati (genitori, docenti, aziende e istituzioni) il lavoro svolto.
Si è, comunque, verificata una certa difficoltà nella condivisione dell'esperienza da parte dei coordinatori dell'azione; impegnati prevalentemente sul piano operativo hanno dimostrato minore disponibilità nella predisposizione dell'azione come "buona pratica". Inoltre, alla luce della documentazione prodotta, salvo la scelta delle aziende, ciascuna scuola ha operato autonomamente.
 
b) punti di forza
 
Dall'analisi di alcune relazioni si evince che lo stage consente agli alunni meno motivati di trovare nella sia pure breve esperienza lavorativa un valido strumento di motivazione.
 
 
Il lavoro in rete, almeno nella fase finale, ha permesso un confronto delle varie modalità operative dei diversi Istituti, creando un rapporto di rete al fine di semplificare e rendere omogenee le procedure.
 
c) punti di criticità
 
Le richieste dei docenti coordinatori hanno, ancora una volta, messo in luce che la mancanza di corsi di formazione ed aggiornamento per la figura del tutor scolastico volti anche alla conoscenza del mondo del lavoro al fine di guidare gli studenti stessi nella fase di auto-organizzazione dell'esperienza stage non consente di attivare adeguate misure di accompagnamento dello studente fra la scuola e l'azienda e viceversa. Non è stata attivata l'archiviazione della documentazione prodotta dagli studenti che hanno partecipato allo stage.
 
 
4.4 Le Buone pratiche di orientamento
 
L'effettiva creazione di moduli formativi orientativi (disciplinari e trasversali) e la loro applicazione nelle classi terze medie e del biennio delle scuole superiori era il risultato atteso del progetto.
Infatti, per fare risaltare a livello territoriale alcune azioni che si ritengono fondamentali per l'attuazione di "buone pratiche" che sopportino l'insegnamento/apprendimento e per offrire quei necessari contenuti che migliorino i processi decisionali e di responsabilità nelle fasi di transizione e in un periodo delicato come quello dell'adolescenza, sono stai gli obiettivi su cui è stato imperniata tutta l'azione della costruzione delle "buone pratiche".
 
clima di lavoro e risultati
 
Era stato dichiarato che l'efficacia dell'azione dipendeva dall'efficienza dei gruppi di lavoro nel coordinare, programmare e realizzare le attività sulla base di intese fra scuole per potere confrontare direttamente con gli alunni interessati i modelli costruiti ad hoc. Solamente un clima di relazione e condivisione può produrre una conseguente operatività. Va segnalato che, sebbene l'avvio sia stato contrassegnato da difficoltà relazionali e di elaborazione delle proposte, nella fase pratica (novembre 2002 gennaio 2003) si è notata un'accelerazione assunzione di responsabilità dei docenti che alla fine ha permesso di produrre le prime "buone pratiche", validate con un coinvolgimento e partecipazione attiva degli studenti.
La creazione di tre modelli di "buone pratiche" orientative ( due di carattere disciplinare per il recupero motivazionale e il ri-orientamento e una di carattere trasversale) sono il risultato di un impegno costante, supporto nella fase finale da un "facilitatore" esterno, che ha dato un primo utile risultato.
Gli istituti superiori che hanno lavorato in rete sono stati 5, oltre alle 3 scuole medie che hanno collaborato per la realizzazione della "buona pratica" sull'accoglienza e l'orientamento in ingresso nella scuola superiore. Gli studenti interessati sono stati 152 .
 
punti di forza
 
L'ipotesi che guida questa azione si basa sulla necessità di fornire documentazione delle esperienze che altrimenti andrebbero abbandonate dopo la loro realizzazione, costringendo altri docenti a ripensare e rielaborare identici percorsi formativi.
Grazie alle competenze e all'impegno dei 15 docenti che hanno attivamente lavorato in team, si sono potuto sperimentare metodi di lavoro in linea con le modalità e le finalità del progetto. Inoltre, questa esperienza ha contribuito a creare un "clima pedagogico" di cooperazione e di confronto, che si è tradotto in un aiuto e comprensione proporzionato ai bisogni degli allievi che hanno partecipato alla verifica sul campo delle "buone pratiche.
La documentazione prodotta è un primo esempio di questo lavoro.
 
punti di criticità
 
I continui cambiamenti che avvengono nell'ambiente scolastico accelerano, necessariamente, la riorganizzazione delle attività didattiche e l'adozione di strategie innovative. La "buona pratica" è in genere la descrizione dell'iniziativa, delle metodologie usate e degli effetti della sua implementazione (lezioni, punti di forza e debolezze). Questa ricerca-azione potrà, al termine di un percorso, portare all'elaborazione di manuali sui metodi usati e guide di buone pratiche. I principali problemi emergono, tuttavia, dalla difficoltà di spiegare proprio queste ultime ad interlocutori esterni alla realtà che le ha sperimentate. Tali problemi sono presenti anche nella realizzazione dei primi prodotti del progetto POST. Occorre, a nostro avviso, implementare questa cultura e fornire nel futuro strumenti e metodologie atte a sostenere questa cultura, ancora poco presente nell'ambiente scolastico.
 
 
5. PROSPETTIVE E AZIONI DI MIGLIORAMENTO
 
I dati che l'attuale ricerca educativa ci consente di analizzare indicano la scarsa efficacia del sistema attuale di orientamento. Testimonianza evidente sono gli alti tassi di irregolarità di carriera scolastica, di abbandoni e di insuccessi sia nella scuola media che in quella superiore. L'alto numero di abbandoni che si verificano dipende anche dai metodi d'insegnamento e dalla qualità del rapporto docente-alunno.
Infatti,un percorso di studio è anche una buona opportunità se riesce ad arricchire positivamente l'esperienza individuale, aiuta alla costruzione della personalità dell'allievo ed interviene nella realizzazione di sé tenendo conto soprattutto di chi, crescendo, si trova di fronte a situazioni di scelta.
Inoltre è necessario tener conto che, spesso, le indicazioni orientative che possono essere proposte dai vari interventi o progetti vengono selezionate dagli stessi studenti in base alla corrispondenza o meno alle proprie aspettative individuali.
L'orientamento costituisce, dunque, un processo di realizzazione individuale, che può essere supportato e sostenuto solo se si parte dalle componenti culturali e psicologiche della storia di ogni studente. Da qui la scelta della pedagogia contemporanea a privilegiare l'orientamento formativo.
Qualora l'orientamento fosse solo di tipo informativo esso si ridurrebbe ad essere un supporto puramente quantitativo per una scelta professionale adeguata o meno rispetto al mercato del lavoro. Se invece intendiamo l'orientamento solo dal punto di vista psicologico, esso si riduce in attività di counselling.
A nostro parere, invece, appare importante considerare la dimensione del contesto culturale e delle relazioni della vita quotidiana della scuola, come "luoghi" dove si
costruiscono le scelte di orientamento assieme alle aspettative e ai bisogni dei singoli studenti.
In tale modo con un'azione formativa nella scuola si riesce a fare emergere gli orientamenti individuali impliciti o potenziali dei singoli studenti, a partire dai quali è possibile sviluppare azioni di sostegno finalizzate a valorizzare l'autonomia delle scelta individuali (autoorientamento), favorendo le opportunità di aumentare il numero delle scelte possibili o di aiutare, mediante un'azione didattica e formativa, le difficoltà ad esprimere una scelta adeguata ai livelli di apprendimento o di "vocazione" personale.
Accanto a questo orientamento di tipo formativo è opportuno, per arricchire i percorsi individuali, fornire agli studenti e alle famiglie indicazioni e informazioni mirate provenienti dal territorio al fine di contestualizzare le scelte in una reale dimensione sociale ed economica.
Secondo questa logica progettuale i due obiettivi prioritari che il progetto si è dato:
 
1. rete territoriale di integrazione per le azioni di orientamento
2. costruzioni di "buone pratiche" per migliorare le scelte orientative nell'ambito della formazione
 
non solo sono stati connessi fra loro, ma hanno anche imperniato il lavoro dei docenti e degli operatori nel corso del 2002.
Da un lato, dunque, si è raggiunto il risultato di conoscere, approfondire e misurare concretamente sul campo le esperienze formative rivolte ai ragazzi della terza media e del biennio della scuola superiore utilizzando una metodologia che desse spessore, continuità e sviluppo ai progetti pensati e realizzati dalle scuole. Dall'altro, di favorire la costruzione di un "sistema" informativo e di collegamento delle attività territoriali di orientamento, coinvolgendo, innanzitutto, l'ente locale che sempre più assume il ruolo, anche dal punto di vista normativo, di coordinatore in questo campo. Non si è, perciò, pensato al sito web come semplice strumento informativo, ma anche come possibile centro di raccolta e di diffusione di esperienze e di proposte sia per collegare in rete le scuole con i progetti inseriti nel POF, sia per verificare come questi si rapportino realmente al territorio.
Va, in ogni caso, sottolineato che, a partire dalle finalità dichiarate nel progetto, si sono raggiunti i risultati descritti nel formulario della Regione, ad eccezione degli sportelli informativi presso le scuole medie a causa della difficoltà logistica e organizzativa delle singole scuole medie .
Nel contempo si è avviata una procedura organizzativa e una metodologia operativa che ha trovato consenso e partecipazione attiva da parte dei Dirigenti Scolastici e dei Docenti impegnati nelle diverse fasi del progetto POST.
In considerazione del fatto che si è stabilito di non procedere all'effettuazione delle singole azioni previste - ché avrebbe comportato esclusivamente l'esecuzione di una sommatoria di attività fra loro disgiunte - l'impostazione conferita al progetto ha assunto caratteristiche di innovazione, per cui è stato necessario approntare idonei interventi di supporto e consulenza nei confronti degli operatori impegnati nel progetto.
Di conseguenza, l'avvio delle fasi esecutive ha subito un rallentamento per permettere a tutti coloro che hanno partecipato, a livelli diversi, alle attività previste di acquisire una nuova metodologia di lavoro e per creare un consenso e una condivisione delle finalità. Comunque, pur dinnanzi a difficoltà iniziali, gli incarichi assegnati sono stati portati a termine. La novità della scelta ha richiesto una particolare attenzione alla gestione e alla supervisione del progetto per fare condividere tale scelta progettuale.
 
 
I compiti più importanti da svolgere per consolidare il "sistema orientamento" saranno:
 
1. assumere procedure che rispondano ad una cultura organizzativa in rete;
2. pensare all'orientamento formativo incentrato sullo sviluppo generale della persona;
3. recuperare la funzione informativa come possibilità di prendere decisioni motivate e non solo acquisizione di dati
 
Le attività più importanti ,necessarie per svolgere queste funzioni, riguardano:
a) la maturazione nella gestione del progetto di un comportamento organizzativo che abbia, nella prassi delle singole azioni, un'occasione per dare ad esse una valenza non legata alla scuola di appartenenza
b) il miglioramento, a livello territoriale e di rete, di alcune "buone pratiche"
c) la possibilità di instaurare rapporti continui e consolidati con gli enti e le scuole del territorio.
 
Il progetto POST ha posto in essere uno sforzo innovativo per il superamento dell'occasionalità degli interventi di orientamento e ha attivato un approccio metodologico per migliorare le esperienze realizzate. La maturazione di una cultura di rete, anche attraverso una integrazione fra le enunciazioni e la prassi reale che - come sappiamo - è complessa e difficile nell'ambito scolastico, può divenire un'efficace base di partenza per l'attivazione dello sviluppo e consolidamento per il 2003.
 
Marzo 2003