|
|
1.
Introduzione
- 2.
Le finalità generali del progetto: mettere in rete
le scuole
- 3.
Il Progetto di Orientamento Scolastico Territoriale
(P.O.S.T.)
- 4.
Valutazione complessiva del progetto
POST
- 5.
Prospettive e azioni di
miglioramento
- APPENDICE
- I
rapporti tra scuola e famiglia in tema di
orientamento
- Il
questionario genitori e scuola
- Le
buone pratiche realizzate
- 1.
Introduzione
-
- Il
progetto si è posto prioritariamente l'obiettivo
di sperimentare un modello di orientamento scolastico
territoriale per cogliere i fabbisogni di tutti i
soggetti interessati (studenti, famiglie, insegnanti,
imprese ed enti locali) dell'area bassanese, mettendo in
luce i percorsi metodologici già sviluppati negli
ultimi anni, al fine di contestualizzare le
azioni.
- Il
comparto scolastico del territorio su cui si è
sviluppato il progetto, è tra i più
sensibili nella Regione Veneto ai mutamenti organizzativi
e formativi proposti dall'autonomia scolastica. Da tempo
numerosi istituti scolastici hanno avviato
sperimentazioni approvate a livello nazionale ed esiste
una tradizione consolidata nella promozione di azioni
orientative integrate fra scuola ed impresa.
- Registra,
inoltre, una forte differenziazione dell'offerta
formativa. Sono infatti presenti 8 istituti superiori e 3
Centri di Formazione Professionale; 45 sono i corsi di
studio frequentati da 6553 studenti (anno scolastico
2001/02) che provengono da sei province diverse (Vicenza,
Padova, Treviso, Trento, Belluno e Venezia), il
pendolarismo è quindi molto accentuato. Inoltre,
è stato attuato un corso di FIS di "esperto
linguistico d'impresa" presso il Liceo Brocchi.
- Dall'analisi
dei Piani dell'Offerta Formativa emergono, infine,
numerose progettualità ed iniziative trasversali
comuni a tutti gli istituti (orientamento, educazione
alla salute, accoglienza, recupero e approfondimento
disciplinare) che rendono ancora più articolate e
ricche le opportunità formative .
- La
forte espansione dei nuovi indirizzi di studio
rappresenta la volontà e capacità delle
scuole a seguire con attenzione la trasformazione della
domanda di lavoro. Il territorio, infatti, è
investito da processi di riorganizzazione delle
tradizionali specializzazioni produttive, che devono
anche fare i conti con le potenzialità delle forme
di trasferimento in paesi extracomunitari della
produzione di scarso contenuto tecnologico. Ciò
determina l'introduzione di nuovi paradigmi tecnologici,
con la conseguente necessità di ricorrere a
profili di competenze professionali prima non richieste
nell'area che, com'è noto, è caratterizzata
dalla presenza di due distretti industriali (ceramica e
mobili).
- Si
può affermare che il territorio, con oltre 120.000
abitanti, di cui circa 50.000 nel solo Comune di Bassano,
è un interessante osservatorio del Nord Est per il
rapporto domanda e offerta di formazione: sia per la
dinamicità economica e per la crescente e
variegata presenza di indirizzi di studio, sia per un
tessuto sociale che privilegia le forme di collaborazione
e di integrazione.
- Sempre
dall'indagine realizzata dall'Amministrazione Provinciale
di Vicenza possiamo rilevare che dall'anno scolastico
1998/99 ad oggi si è registrato un incremento di
iscrizioni all'Istituto d'Arte (+34,3%) e all'Istituto
Professionale "Scotton" (+32,4%). E' anche interessante
notare che dall'anno scolastico 2000/01 si evidenzia un
decremento, confermato anche dai dati, ancora in fase di
elaborazione, per le iscrizioni alle classi prime
nell'anno scolastico in corso. Una inversione di
tendenza, invece, si registra nei Licei e in particolare
nel Liceo Scientifico "Da Ponte"
- Significativa
appare la percentuale dei promossi con debito formativo
che è compresa fra il 25% e il 39% sul numero
totale degli studenti promossi di tutte le scuole
superiori di questo territorio. Le percentuali di alunni
respinti è compresa tra l' 3,3% del Liceo
Scientifico "Da Ponte" e il 17,3 % dell'Istituto
Professionale "Scotton" (anno scolastico
2000/01).
-
-
- 2.
Le finalità generali del progetto: mettere in rete
le scuole
-
- Il
tentativo di "modellizzare" un percorso orientante in
rete fra scuole, prende spunto dall'analisi della
Direttiva Regionale sull'orientamento in obbligo
formativo, in cui sono presenti elementi utili per dare
impulso ad intese territoriali che comprendano non solo
l'istruzione ma anche la formazione professionale. Tale
domanda è avvertita nella realtà bassanese
in quanto si avverte la necessità di un'azione
efficace e mirata di prevenzione e recupero dei fenomeni
di insuccessi, della dispersione e degli abbandoni, che
in modo sintetico, ancorché sufficiente per
documentarli, sono stati rilevati dai dati
precedentemente citati.
- Rispetto
a questa base analitica, l'interesse per realizzare un
progetto territoriale di orientamento si è
ulteriormente precisato: si è concentrata
l'attenzione sulla predisposizione di "modelli" e
percorsi di innovazione didattica, metodologica e
organizzativa che realizzino forme di interazione e
integrazione tra i sistemi scolastici e fra questi e la
formazione professionale, con il concorso attivo di enti
che, la recente legislazione sul trasferimento di
competenze dallo Stato alle Regioni e agli Enti locali,
ha coinvolto in prima persona. In tale senso si è
ritenuto che tali interventi di interazione e
integrazione debbano concretizzarsi in piani formativi e
didattici al fine di segnalare le condizioni che portano
alla scelta consapevole degli studenti del proprio
indirizzo di studio e, conseguentemente, siano definite
azioni il più possibile sistematiche per il
supporto e l'assistenza di quanti, in età di
obbligo formativo, abbiano manifestato insuccessi o si
orientino successivamente verso percorsi
professionalizzanti.
- In
questo modo si è ritenuto possibile (con
un'esperienza sul campo) :
-
- a)
Realizzare un intervento di integrazione fra i sistemi
formativi;
- b)
Offrire la possibilità di scelta dopo la terza
media tra due canali formativi diversi, ampiamente
comunicanti perché di pari dignità - come
si propone con l'attuale Legge di Riforma della
Scuola;
- c)
Consolidare la collaborazione tra scuola e centri di
formazione professionale, facilitando la successiva
individuazione dei terreni su cui intervenire con
adeguati supporti formativi.
-
- Particolarmente
importanti sono stati i contributi, emersi durante gli
incontri preliminari per la stesura del progetto, degli
esperti e dei docenti delle strutture di formazione che
hanno aderito, per potenziare le iniziative e i progetti
che le singole scuole stanno attuando in materia di
orientamento. Numerose sono, infatti, le esperienze che
possono essere usufruibili in rete, con uno scambio di
informazioni, di validazioni e di diffusione.
-
- La
realizzazione di questa finalità permette di
avviare una rete sistemica e integrata di
informazione/formazione che dà visibilità e
conoscenza dei servizi di orientamento, sia quello
integrato (e delegato recentemente agli enti locali, cfr.
articolo 139 del d.lgs. 112/98 e conseguente Legge
Regionale), che quello formativo, progettato dalla
scuola.
-
-
- 3.
Il Progetto di Orientamento Scolastico Territoriale
(P.O.S.T.)
-
- Se
per le intese territoriali lo sforzo maggiore ha
riguardato l'orientamento in forma integrata in rete, per
la realizzazione di specifiche azioni si è
trattato di dare un assetto stabile, misurabile e
valutabile ai percorsi orientativi.
-
- Quattro
sono state le aree su cui, a partire dagli indirizzi e
dalle regole poste dalla Direttiva Regionale, si è
incentrata l'attività del P.O.S.T. :
- 1.
L'Informazione: costituzione di un sistema permanente di
informazione sul territorio
- 2.
Le buone pratiche di orientamento: realizzazione e
sviluppo.
- Questa
area è stata declinata con la realizzazione di
buone pratiche riguardanti:
- a)
l'orientamento ed il ri-orientamento per la prevenzione
dei fenomeni di dispersione scolastica
- b)
l'accoglienza: un modo per orientare
- c)
l'orientamento e il ri-orientamento degli studenti
diversamente abili
- 3.
Il raccordo scuola-lavoro: realizzazione di stages nei
licei e negli Istituti Tecnici per conoscere meglio il
mondo del lavoro
- 4.
La famiglia e l'obbligo formativo: incontri informativi e
di sensibilizzazione sulle scelte orientative e
sull'obbligo formativo .
-
- Il
progetto ha coinvolto 14 Scuole Secondarie di 1° e
2° grado e 2 Centri di Formazione Professionale
dell'area bassanese.
- La
Scuola Media "Vittorelli" ha assunto funzione di Istituto
capofila.
- Ha
dato un fattivo contributo l'Assessorato all'Istruzione
del Comune di Bassano del Grappa.
- Tutti
i partners hanno mantenuto l'adesione alla rete
istituita.
-
- 3.1.
L'organizzazione
-
- Per
dare capacità operativa alle quattro aree si
è creata una struttura organizzativa per governare
l'insieme del progetto.
- E'
stato, quindi, costituito un gruppo di lavoro integrato
composto dai responsabili delle singole azioni, con
compiti di coordinamento e di elaborazione delle
informazioni da diffondere alle scuole e al territorio.
- Il
gruppo era così composto:
-
- a)
staff di progettazione:
-
- Dir.
Scol.,Prof Giovanni Pone - direttore del
progetto
- Dott.ssa
Germana Muscolo - responsabile della progettazione e
pianificazione
-
- b)
coordinatori di area:
-
- Proff.
Romano Ramadori e Carlo Zaborra per la raccolta dei dati
sulle azioni di orientamento, la gestione del sito web e
la diffusione dell'informazione (area 1)
- Prof.ssa
Anna Maria Antonietti per la realizzazione dell'azione di
cui al punto 2a del paragrafo precedente ( orientamento e
ri-orientamento )
- Prof.ssa
Patrizia Passuello per la realizzazione dell'azione di
cui al punto 2b del paragrafo precedente
(accoglienza)
- Prof.
Ezio Lunardon per la realizzazione dell'azione di cui al
punto 2c del paragrafo precedente (ri-orientamento alunni
diversamente abili)
- Prof.
Vittoria Esposito per la realizzazione di stages ( azione
3)
-
- c)
rapporti con la comunità:
-
- Dott.ssa
Chiara Padovan - rappresentante Comune di
Bassano
-
- I
componenti del gruppo hanno partecipato a 10 incontri di
programmazione e di coordinamento, dedicando due incontri
(a giugno e a dicembre) per una valutazione generale
delle attività svolte.
- Si
è promosso infine un incontro tra dirigenti
scolastici delle scuole e dei CFP aderenti alla rete per
una illustrazione delle attività e ad una prima
restituzione dei risultati ottenuti.
- Oltre
al gruppo di coordinamento sono stati costituiti i
seguenti gruppi di lavoro per le azioni 2 e 3:
- a)
gruppo di lavoro per l'azione "riorientamento alunni
diversamente abili" con capofila Istituto D'Arte "De
Fabris" e responsabile il prof. Ezio
Lunardon;
- b)
gruppo di lavoro "accoglienza laboratori orientanti"con
capofila Liceo Classico "Brocchi" e responsabile prof.ssa
Patrizia Passuello;
- c)
gruppo di lavoro per l'azione "stage scuola e lavoro" con
capofila ITC "Einaudi" con responsabile prof.ssa Vittoria
Esposito.
- Per
quanta riguarda l'azione 1 (Sistema permanente di
informazione sul territorio) è stato direttamente
coinvolto il gruppo di coordinamento con l'apporto del
prof. Giorgio Perini.
- Infine,
per l'azione n. 4 (formazione/informazione per le
famiglie) le attività sono state organizzate dal
Direttore del progetto, coadiuvato dai Dirigenti
Scolastici , Prof.ssa Parolin e Prof.
Gruccione.
- Per
gli aspetti amministrativi ha svolto il ruolo di
referente il direttore dei Servizi Generali e
Amministrativi della Scuola media "Vittorelli", dott.
Perrone.
-
- 3.2.
Area 1 : Un sistema permanente di informazione sul
territorio
-
- Il
gruppo di coordinamento ha progettato la struttura per la
realizzazione di un sistema permanente di informazione
sul territorio. In sintesi, si è
previsto:
-
- ®
di raccogliere e offrire informazioni riguardanti i vari
aspetti dell'orientamento
- ®
di utilizzare strumenti informatici e cartacei per la
produzione e la diffusione di materiale
informativo
- ®
di promuovere incontri territoriali di informazione e
sensibilizzazione non solo destinati agli studenti e alle
loro famiglie, ma anche alla cittadinanza dell'area
bassanese
- ®
di coinvolgere i media e la stampa
- Per
realizzare il sistema informativo si sono individuate le
modalità operative: 4 docenti sono stati
incaricati di effettuare una ricognizione
locale:
- a)
dei servizi che danno informazioni riguardanti
l'orientamento scolastico
- b)
delle scuole che attuano iniziative orientative.
- Per
effettuare la ricognizione nella scuole è stata
predisposta una apposita schede di rilevazione atta a
rilevare i seguenti dati:
- 1.
presentazione della scuola
- 2.
corsi di studio
- 3.
piano delle materie
- 4.
attività di orientamento e riorientamento anche
per disabili
- 5.
realizzazione di open day
- 6.
iniziative di continuità educativa
- 7.
eventuali corsi post-diploma o FIS
- 8.
tipologia di rapporti con le aziende
- Per
gli enti di formazione e associazioni sono state inoltre
richiesti i nominativi dei referenti per l'orientamento,
i servizi che mettono a disposizione, l'organizzazione di
stages aziendali. E' stato,quindi, predisposto un
software che ha consentito la raccolta della
documentazione in modo integrato e, per quanto possibile,
di facile lettura anche per chi non appartiene al mondo
della scuola.
- Per
condividere l'iniziativa con tutti i partenrs e per
assicurare una puntuale restituzione delle informazioni
richieste è stata organizzata una riunione con i
docenti referenti dell'orientamento delle scuole della
rete.
- Si
è quindi costruito ed aggiornato il sito web:
www.orientascuola.it, che ha garantito la diffusione
delle informazioni e un migliore collegamento della
rete.
- Per
quanto concerne la diffusione di informazioni con
materiale cartaceo si è provveduto a raccogliere i
dati essenziali di presentazione delle opportunità
formative di tutti gli istituti superiori e dei Centri di
Formazione Professionale presenti nella zona bassanese e
produrre un testo a stampa che è stato distribuito
a tutte le famiglie con allievi che frequentano la classe
terza media per un totale di 1800 copie. Infine, è
stato organizzato un seminario pubblico (30 settembre
2002) allo scopo di fare conoscere e confrontarsi sulle
azioni previste dal progetto POST, nonché
l'organizzazione e le proposte per dare all'orientamento
e all'obbligo formativo una prospettiva sistemica,
permanente ed integrata. Al seminario, a cui hanno
partecipato rappresentanti delle istituzioni e delle
scuole per un totale di 72 presenze, sono stati presenti
esperti del (Dir.Tec. Dino Cristanini e Prof.ssa Germana
Muscolo) e rappresentanti istituzionali, fra cui
l'Assessore Regionale alla Formazione e Lavoro Raffaele
Grazia.
- I
rappresentanti della rete del progetto POST hanno,
infine, presentato la proposta di costruzione di un
sistema a rete dell'orientamento in occasione della
giornata sull'orientamento, promossa dal Comune di
Bassano del Grappa.
-
-
- 3.3
Le buone pratiche per l' orientamento
-
- La
realizzazione e lo sviluppo di buone pratiche per
l'orientamento scolastico costituiscono l'asse portante
del progetto.
- Una
buona pratica secondo una nota definizione "è una
costruzione empirica delle modalità di sviluppo di
esperienze che per l'efficacia dei risultati, per le
caratteristiche di qualità interna e per il
contributo offerto alla soluzione di particolari problemi
soddisfa il complesso sistema di aspettative della
formazione".
- E'
sempre più condivisa l'opinione che le buone
pratiche costituiscano uno strumento capace di accrescere
e diffondere quei comportamenti e quelle procedure in
grado di generare effetti innovativi rilevanti sia da un
punto di vista culturale che di processo ed attraverso i
quali diviene possibile innalzare gli standard di
qualità della formazione con il produttivo
risultato di dare luogo ad effetti virtuosi e sempre
più crescenti.
- Le
buone pratiche riflettono l'idea che le
possibilità di miglioramento della qualità
formativa e l'introduzione di elementi efficaci per il
cambiamento, sono possibili e costituiscono un traguardo
facilmente raggiungibile, attuabile e
condivisibile..
- Questa
cultura, sostenuta da tutti i documenti in tema di
formazione dall'U.E., genera, di fatto un sistema di
comunicazione aperto grazie al quale l'esperienza
accumulata diventa patrimonio comune di
tutti.
- Secondo
questa prospettiva è stata lanciata la proposta di
generare, a partire da significative esperienze
realizzate dalle scuole in tema di orientamento, modelli
condivisi di "buone pratiche". In altri termini, si
è ritenuto di partire da iniziative interessanti
ed innovative realizzate in alcune scuole della rete,
trasformarle in progetti e sperimentarle con gli allievi
delle classi prime e seconde superiori e ( per
l'accoglienza ) delle classi terze medie. Per la
descrizione del processo e dei risultati è stata
predisposto un modello di stesura comune al fine di
stimolare un confronto il più possibile largo e
aperto su metodologie e azioni significative per
l'orientamento, avendo cura di focalizzare l'attenzione
su attività orientative che riguardano soggetti
deboli o a rischio di espulsione dal sistema formativo
e/o scolastico.
- Il
lavoro è stato facilitato in quanto molti docenti,
che hanno direttamente attivato i progetti, avevano
partecipato ad un corso di formazione specifico,
autonomamente organizzato sull'elevamento dell'obbligo
scolastico e sull'obbligo formativo, durante il quale
erano state affrontate sul piano pedagogico e
metodologico analoghe tematiche.
-
- Come
previsto dal progetto presentato alla Regione, sono state
attivate le seguenti azioni rivolte agli studenti, allo
scopo di raccogliere e documentare gli esiti e ordinarli
in "buona pratica":
-
- a)
ri-orientamento fra Istituti Professionali e Centri di
Formazione Professionale
- b)
laboratori orientanti e accoglienza alunni terze
medie;
- c)
ri-orientamento alunni diversamente abili;
-
- a)
La "buona pratica" ha come titolo:"Contenimento e
riduzione della dispersione scolastica: modulo per il
recupero della motivazione allo studio e stage formativo
presso altra scuola" e si rivolge agli studenti
frequentanti le classi prime e seconda superiore che
manifestano segni di scarsa motivazione allo studio.
- Lo
scopo della "buona pratica" è garantire
l'assolvimento dell'obbligo formativo (riducendo i
fenomeni di dispersione scolastica) e il diritto allo
studio.
- Una
volta individuati gli allievi a rischio di abbandono, si
propone un colloquio con ciascuno di essi e tests
specifici. Successivamente si sono organizzati due
moduli: lo "sportello didattico" per migliorare
l'apprendimento e/o interventi di recupero dell'autostima
e motivazione allo studio con la consulenza di psicologi.
Dopo questi interventi,gli allievi hanno avuto la
possibilità di frequentare uno stage formativo
programmato presso un'altra scuola (nel caso specifico in
un CFP) nel corso del quale hanno partecipato alle
attività didattiche con percorsi
individualizzati.
- L'iniziativa
è stata proposta dall'Istituto Professionale
"Remondini" e attuata grazie alla collaborazione tra
questo Istituto e il CFP "Casa di carità arte e
mestieri"
- b)
La buona pratica dal titolo: "laboratori orientanti e
accoglienza alunni terze medie" è il risultato di
un'azione congiunta tra quattro Istituti Superiori e un
CFP: il Liceo "Brocchi", l'Istituto d'Arte "De Fabris",
l'Istituto Tecnico Industriale "Fermi", l'Istituto
Professionale "Remondini" e il Centro di Formazione
Professionale "Casa di carità arte e
mestieri".
- Dopo
la formazione di un gruppo inter - istituto, sono stati
invitati a partecipare ad un "laboratorio" gli alunni
delle classi terze delle Scuole Medie del territorio.
Obiettivo: fare conoscere direttamente lo specifico
educativo-disciplinare dei percorsi che i ragazzi e le
ragazze intendono intraprendere. Scegliere con
consapevolezza,confermare la propria scelta o avere la
possibilità di cambiare idea in tempo utile,aiuta,
infatti, a formulare corrette previsioni d'impegno e
idonee aspettative.
- L'azione
si è articolata in:
- -
una fase preparatoria di raccordo tra scuole medie e
coordinatori d'indirizzo delle scuole
superiori
- -
una fase di realizzazione che ha previsto:
- l'accoglienza
da parte di studenti tutors e del referente
dell'orientamento con la presentazione dei luoghi, delle
strutture e delle caratteristiche generali della scuola
superiore ospitante
- l'avvio
delle attività di laboratorio: "la valigia dello
studente", mini-simulazione delle lezioni, questionari
d'ingresso e di uscita.
-
- La
buona pratica dal titolo: "Ri - orientamento di alunni
diversamente abili" è caratterizzata
dall'assistenza e dall'inserimento di alcuni studenti
portatori di handicap in percorsi formativi da loro
scelti per il passaggio dall'Istituto d'Arte "De Fabris"
di Nove alla Formazione Professionale.
- Si
è proposto un percorso di ri-orientamento che,
partendo dalla discussione in Consiglio di Classe sulla
necessità di proporre un corso professionalizzante
più pratico rispetto al biennio finale, ha
previsto un programma di attività articolato in:
- -
accoglienza nella nuova classe
- -
nomina di studenti tutors
- -
coinvolgimento dell'insegnante di sostegno
- -
incontri di raccordo fra Istituto d'Arte e Centro di
Formazione Professionale
- -
costruzione di moduli specifici di inserimento nel
CFP.
- L'obiettivo
è stato quello di favorire un migliore inserimento
nel mondo del lavoro con l'acquisizione di una qualifica
professionalizzante. Il percorso ri-orientante si
è realizzato nel secondo quadrimestre dell'anno
scolastico 2001-02.
-
-
- 3.4
Il raccordo scuola lavoro : stages per migliorare il
raccordo con il mondo del lavoro
-
- L'organizzazione
di stages aziendali per conoscere meglio il mondo del
lavoro e migliorare il raccordo scuola-lavoro è
stata curata dall'Istituto Tecnico Commerciale "Einaudi"
che ha una collaudata esperienza relativa a questo tipo
di attività formativa. Le attività sono
state realizzate in collaborazione con gli altri istituti
superiori della rete.
- Gli
stages hanno dato la possibilità agli studenti
delle classi quarte degli Istituti coinvolti di conoscere
ed analizzare la realtà lavorativa di alcuni Enti,
Istituzioni, aziende commerciali, studi legali e
notarili, agenzie di viaggio e sedi di quotidiani.
- La
rete fra 5 istituti superiori è stato per i
docenti che hanno partecipato a questa azione un concetto
da sviluppare, in quanto è più facile
interessare altri soggetti e realizzare buone
partnerships.
- Gli
stages sono stati organizzati in periodi diversi nei vari
Istituti,infatti: alcuni hanno privilegiato il periodo
scolastico con l'alternanza scuola - lavoro , altri hanno
collocato la realizzazione dello stage alla fine
dell'anno scolastico. Sono state organizzate una o due
settimane di coinvolgimento programmato nelle varie
aziende ed istituzioni (alcune scelte dagli allievi) in
modo da poter far conoscere le realtà lavorative e
le caratteristiche delle diverse figure professionali.
- Il
coordinatore ha organizzato le varie attività con
incontri,presa di contatti telefonici e scritti con le
varie istituzioni, invio di Convenzioni e richiesta di
progetti, analisi, controllo e verifica del progetto
.
- Gli
Studenti coinvolti sono stati:
-
- 250
dell'ITCG "Einaudi" ( classi quarte)
- 45
dell'Istituto d'Arte di Nove ( classi quarte)
- 10
del CFP Casa di Carità Arti e Mestieri (classi
prime)
-
- La
prima attività ha riguardato l'organizzazione
delle visite aziendali ( rivolte agli allievi delle
classi terze,ad esclusione del CFP che ha coinvolto le
classi prime), messe a punto dai consigli di classe con
specifiche unità didattiche e successivi contatti
diretti con le aziende selezionate. Ciascun Consiglio di
Classe ha individuato un referente tutor per seguire
lungo tutto il percorso gli studenti nelle diverse fasi
dello stage (aprile-maggio 2002).Infine è stata
predisposta una traccia comune per aiutare la stesura di
una relazione dell'esperienza da parte di ciascun
studente coinvolto.
- Sono
stati predisposti strumenti di verifica e valutazione
delle attività di stage.In numerosi casi gli
alunni che hanno partecipato agli stages hanno
relazionato ai loro compagni delle classi quarte
all'inizio dell'anno scolastico successivo (settembre
2002)
- Il
percorso attuato si è concluso il 22.11.2002 con
un incontro/assemblea di tutti gli studenti coinvolti, i
quali, hanno, tramite relazioni scritte, espresso il loro
parere favorevole sull'efficacia del metodo. Al confronto
hanno dato il loro contributo i rappresentanti dei
genitori, l'Assessore Regionale e alcuni rappresentanti
del mondo economico,fra cui il responsabile nazionale
scuola dell'Associazione Industriali.
- Il
materiale prodotto può così divenire valido
strumento per riprodurre negli istituti analoghe
iniziative.
-
-
- 3.5
Incontri informativi con i genitori
-
- Nel
periodo novembre-dicembre 2002 sono stati promossi n. 9
incontri rivolti ai genitori degli alunni di terza media
suddivisi in tre sedi diverse: Scuola Media "Vittorelli"
a Bassano, Scuola Media di Marostica e Scuola Media di
Romano d'Ezzelino. In quest'ultimo hanno partecipato
complessivamente 158 genitori, a Bassano 124 e a
Marostica 147 per un totale di 429 genitori.
- Oltre
ad illustrare, nella prima riunione, le finalità
del progetto POST i relatori si sono soffermati a fornire
elementi pedagogici e psicologici relativi
all'orientamento dei pre-adolescenti nella fase critica
dello sviluppo.
- Durante
le successive tavole rotonde sono stati offerti elementi
utili per conoscere gli indirizzi di studio di tutti gli
istituti superiori e dei Centri di Formazione
Professionale e le possibilità di occupazione dopo
il conseguimento del diploma o della qualifica.
- Al
termine del ciclo degli incontri è stato
distribuito un questionario per rilevare, idee e
suggerimenti riguardanti il rapporto scuola- famiglia e
le attività orientative. I questionari
riconsegnati e compilati sono stati complessivamente 288.
Dall'analisi dei dati si evidenzia che i genitori
auspicano,con determinazione crescente, che la scuola
superiore oltre che sbocchi professionali offra anche la
possibilità di "star bene a scuola", sia quindi
attenta ad un insegnamento capace di promuovere l'agio.
-
-
- 4.
VALUTAZIONE COMPLESSIVA DEL PROGETTO POST
-
- Le
quattro grandi aree (informazione integrata, buone
pratiche di orientamento formativo, raccordo scuola
lavoro e incontri con i genitori ) su cui si è
sviluppato il progetto POST riprendono non solo gli
indirizzi programmatori della Regione Veneto, ma anche
- permettono
di dotare il sistema "orientamento" di una prassi comune
che fa i conti con la realtà dell'agire quotidiano
delle scuole.
- Siamo
convinti che orientare non significa né fare una
diagnosi, né dare solo consigli o informazioni,
quanto, soprattutto nel contesto scolastico, offrire allo
studente opportunità formative diversificate che
gli consentano, all'interno di un processo di lunga
durata qual è il curriculum scolastico, di
conoscersi, individuando attitudini, interessi e
capacità, mettendolo, quindi, in condizione di
operare scelte consapevoli e motivate che gli permettano
di realizzare il proprio progetto di vita.
- Come
sottolinea la Direttiva del Ministero dell'Istruzione
487/97, l'inserimento della didattica in una dimensione
orientativa determina veramente un
- rinnovamento
nel modo di fare scuola: lo studente non viene più
visto come un "contenitore" da riempire, ma una persona
alla quale vanno fornite opportunità di crescita,
ossia di conoscenza e miglioramento di sé, in una
prospettiva che dalla formazione arriva al mondo del
lavoro.
- In
quest'ottica, ormai universalmente riconosciuta e
condivisa, vanno letti gli interventi attuati, che hanno
richiesto, comunque, un adeguamento e una mediazione per
essere fedeli sia agli indirizzi espressi dalla Regione
nella Direttiva 331/2002, sia alla realtà
culturale e operativa delle singole istituzioni
scolastiche appartenenti alla rete bassanese.
- Infatti,
se l'orientamento trova nel supporto esterno con gli enti
istituzionali un comune sentire, allora diviene un
processo ben progettato, adeguatamente inserito nel piano
dell'offerta formativa, seriamente misurato e
documentato. Potremmo essere così certi che quanto
viene dichiarato si traduce in concreta prassi didattica.
- Di
questo si sono dimostrate convinte le Scuole che, con
disponibilità a superare non poche
difficoltà, hanno partecipato alla rete del
progetto POST.
- Prima
di entrare nel merito è necessaria una
precisazione, per evitare di sollevare perplessità
sulla contraddizione fra una definizione di orientamento
come intervento unitario, quasi olistico, del fare
scuola, e, dall'altra, di produrre un'analisi degli
interventi singoli, che ci porta ad una parcellizzazione
delle azioni.,
- Sarebbe
troppo facile e scontato sottolineare che una valutazione
complessiva del Progetto costringe a separare elementi
che nella concretezza della vita scolastica reale sono
connessi all'attività didattica e, per certi
versi, inscindibili. Ma non è solo questa la
ragione della scelta che abbia assunto. Riteniamo,
infatti, che prioritario partire dalla "prassi reale"
delle scuole: essa ci impone di prendere atto dei dati
della realtà per potere progettare e attuare, nei
tempi e dei modi propri dell'organizzazione scolastica,
le azioni di miglioramento necessarie per avvicinarsi
alle enunciazioni generali precedentemente
dichiarate.
-
-
- 4.1
Organizzazione generale: percorso di lavoro e
risultati
-
- a)
clima di lavoro e risultati
-
- La
presenza al tavolo di progettazione è stata
sufficientemente costante da parte dei componenti. Le
discussioni e i confronti hanno messo in evidenza come la
cultura di rete per le azioni integrate di orientamento
scolastico abbia avuto, durante questa esperienza, un
impulso notevole. La condivisione di proposte e di azioni
da realizzare assieme non è, infatti, prassi
quotidiana nel contesto scolastico.
- Poiché,
come dichiarato nel progetto, la costruzione di una rete
di scuole per l'orientamento era il risultato atteso, si
è assunto questo indicatore come elemento di
valutazione per tutte le azioni.
- Non
sempre le scuole hanno nominato un referente o una
Funzione Obiettivo per l'orientamento e ciò ha, in
parte, impedito di che alcuni compiti fossero pienamente
realizzati.. I coordinatori dei gruppi, sostenuti e
coadiuvati dallo
- staff
di progettazione, hanno seguito i sotto-gruppi operativi
producendo nei tempi dati il materiale di
documentazione.
- Propri
i tempi compressi di lavoro hanno impedito che alcuni
compiti (organizzazione del seminario e gli incontri con
le famiglie) fossero il risultato di tutto il gruppo;
essi rappresentano il frutto del lavoro dello staff di
progettazione.
-
- b)
punti di forza
-
- La
scelta di promuovere un tavolo di collegamento e di
monitoraggio delle singole azioni ha consentito di avere,
da un lato, la possibilità di uno scambio e di una
reciproca comunicazione delle iniziative svolte,
dall'altro di costituire un gruppo coeso per lo sviluppo
di un sistema territoriale di orientamento. Essendo la
prima volta che docenti provenienti da esperienze e
compiti differenti si sono incontrati, l'obiettivo
dichiarato ha raggiunto un sufficiente livello di
integrazione. La percezione, da parte dei componenti del
gruppo, del potenziale valore intravisto di un rapporto
interrativo fra diversi soggetti per affrontare i temi
dell'orientamento potrà mettere in moto questo
processo che in passato è stato abbastanza
trascurato.
-
- c)
punti critici
-
- L'idea
di costituire un comune lavoro di sintesi ha trovato,
nella prassi, una iniziale difficoltà che è
stata superata nella fase finale del progetto. Ciò
non ha permesso di esplicitare compiutamente tutti gli
obiettivi indicati nel progetto ed è stato,
quindi, indispensabile sostenere, nelle fasi operative,
il gruppo con suggerimenti e assistenza da parte dello
staff di progettazione.
-
-
- 4.2
L'informazione per la rete di orientamento
-
- a)
clima di lavoro e risultati
-
- Le
molte e diversificate attività che le singole
scuole e i CFP realizzano hanno, come si è detto,
bisogno di un "luogo" che dia unitarietà per una
più efficace conoscenza delle stesse. La
frammentazione e, sovente, la sovrapposizione di analoghe
attività generano difficoltà di
comunicazione e di fruibilità delle informazioni.
Per la diffusione di una cultura organizzativa di rete
integrata fra i soggetti coinvolti per lo sviluppo e la
raccolta documentale delle iniziative inerenti al
progetto quest'azione ha contribuito a renderla visibile
e utilizzabile per i diversi soggetti
interessati.
- Sulla
base degli obiettivi indicati ne progetto il gruppo
incaricato alla raccolta delle informazioni ha attivo le
seguenti azioni:
- 1.
Censimento strutturale delle informazioni che
caratterizzano il sistema di orientamento (dati
statistici, enti autorizzati, competenze utilizzate ecc.)
e costituzione di una banca dati collegata a livello
regionale e nazionale
- 2.
Rilevazione delle attività od opportunità
presenti a livello territoriale;
- 3.
Organizzazione delle informazioni per dare
omogeneità e facile accesso;
- 4.
Trasmissione ai destinatari individuati dagli enti
convenzionati per l'utilizzo del servizio
- 5.
Realizzazione di un fascicolo informativo.
-
- Come
previsto nel piano progettuale, nel mese di aprile 2002
è stato costituito un gruppo di operatori, alcuni
dei quali esperti nella multimedialità, per la
realizzazione delle fasi sopraindicate. Successivamente
nel mese di giugno 2002 si è proceduto alla
definizione degli standard procedurali,metodologici e
organizzativi per la raccolta sistematica delle
informazioni e delle opportunità formative delle
scuole e dei CFP.
- L'effettiva
creazione del servizio informativo tramite il sito
www.orientascuola.it. è avvenuta nel mese di
settembre 2002. Importante rilevare che è stato
predisposto un software specifico per la raccolta
sistematica e omogenea dei dati e degli appuntamenti
(open day, accoglienza ecc.) delle scuole. Infine, anche
per riprendere un'attività realizzata in passato
dal Distretto Scolastico di Bassano, è stato
distribuito un fascicolo "Percorsi formativi dopo la
scuola media" a tutte le famiglie con figli che
frequentano la terza media.
- Per
inserire il progetto nel territorio e per raccordarsi ad
altre iniziative sono stati organizzati due momenti
pubblici:
-
- -
un seminario di studio e di confronto sull'obbligo
formativo con la partecipazione delle istituzioni
compresa la Regione Veneto (settembre 2002):
- -
una presenza nelle giornate di orientamento organizzate
dal Comune di Bassano (ottobre 2002).
-
- b)
Punti di forza
-
- L'utilizzo
di uno strumento comune di informazione ha effettivamente
messo in rete le scuole sul piano informativo. Esso
costituisce un elemento di innovazione rispetto ad una
comunicazione "artigianale" e poco sistematica. Inoltre,
permette ai responsabili di orientamento di utilizzare un
mezzo rapido e continuamente aggiornato sugli eventi,
sulle esperienze didattiche e sulla attività
formativa di orientamento.
-
- c)
Punti di criticità
-
- Questa
prima esperienza necessita di sviluppo e di
consolidamento. Nonostante alcune difficoltà
organizzative e strutturali, si è raggiunto il
risultato atteso. Va altresì dichiarato che il
lavoro di raccolta dati è risultato più
complesso di quanto ci si aspettasse in quanto gli
operatori non avevano avuto precedenti esperienze di
lavoro in équipe. Più precisamente si
è assistito ad un certo scollamento fra coloro che
curavano l'immissione dei dati e la raccolta sistematica
e continuativa degli stessi. L'ipotesi che si propone
è di creare un gruppo specifico, disgiunto da
quello impegnato nel coordinamento, che abbia
esclusivamente il compito di creare informazione e
maggiore visibilità delle azioni.
-
- 4.3
Stage per migliorare il raccordo con il mondo del
lavoro
-
- a)
clima di lavoro e risultati
-
- Nel
corso dell'attività le varie fasi sono state
seguite dai docenti e, al termine, è stata stesa
una relazione scritta del percorso svolto da ciascun
allievo con relativa scheda di valutazione dei risultati.
Inoltre le scuole hanno predisposto un "Libretto di
stage" in cui i vari operatori sia dell'azienda che della
scuola hanno espresso un loro giudizio quotidiano
sull'attività svolta.
- Alcuni
momenti di interscambio tra docenti e tutors che hanno
seguito gli allievi sono stati sufficienti per inserire
gli stages nelle attività didattiche (in
particolare durante i consigli di classe). Molto tempo
è stato dedicato all'organizzazione dell'evento
finale (22 novembre 2002) durante il quale con
soddisfacenti risultati gli allievi hanno messo a
conoscenza degli attori sociali interessati (genitori,
docenti, aziende e istituzioni) il lavoro
svolto.
- Si
è, comunque, verificata una certa
difficoltà nella condivisione dell'esperienza da
parte dei coordinatori dell'azione; impegnati
prevalentemente sul piano operativo hanno dimostrato
minore disponibilità nella predisposizione
dell'azione come "buona pratica". Inoltre, alla luce
della documentazione prodotta, salvo la scelta delle
aziende, ciascuna scuola ha operato
autonomamente.
-
- b)
punti di forza
-
- Dall'analisi
di alcune relazioni si evince che lo stage consente agli
alunni meno motivati di trovare nella sia pure breve
esperienza lavorativa un valido strumento di motivazione.
-
-
- Il
lavoro in rete, almeno nella fase finale, ha permesso un
confronto delle varie modalità operative dei
diversi Istituti, creando un rapporto di rete al fine di
semplificare e rendere omogenee le procedure.
-
- c)
punti di criticità
-
- Le
richieste dei docenti coordinatori hanno, ancora una
volta, messo in luce che la mancanza di corsi di
formazione ed aggiornamento per la figura del tutor
scolastico volti anche alla conoscenza del mondo del
lavoro al fine di guidare gli studenti stessi nella fase
di auto-organizzazione dell'esperienza stage non consente
di attivare adeguate misure di accompagnamento dello
studente fra la scuola e l'azienda e viceversa. Non
è stata attivata l'archiviazione della
documentazione prodotta dagli studenti che hanno
partecipato allo stage.
-
-
- 4.4
Le Buone pratiche di orientamento
-
- L'effettiva
creazione di moduli formativi orientativi (disciplinari e
trasversali) e la loro applicazione nelle classi terze
medie e del biennio delle scuole superiori era il
risultato atteso del progetto.
- Infatti,
per fare risaltare a livello territoriale alcune azioni
che si ritengono fondamentali per l'attuazione di "buone
pratiche" che sopportino l'insegnamento/apprendimento e
per offrire quei necessari contenuti che migliorino i
processi decisionali e di responsabilità nelle
fasi di transizione e in un periodo delicato come quello
dell'adolescenza, sono stai gli obiettivi su cui è
stato imperniata tutta l'azione della costruzione delle
"buone pratiche".
-
- clima
di lavoro e risultati
-
- Era
stato dichiarato che l'efficacia dell'azione dipendeva
dall'efficienza dei gruppi di lavoro nel coordinare,
programmare e realizzare le attività sulla base di
intese fra scuole per potere confrontare direttamente con
gli alunni interessati i modelli costruiti ad hoc.
Solamente un clima di relazione e condivisione può
produrre una conseguente operatività. Va segnalato
che, sebbene l'avvio sia stato contrassegnato da
difficoltà relazionali e di elaborazione delle
proposte, nella fase pratica (novembre 2002 gennaio
2003) si è notata un'accelerazione assunzione di
responsabilità dei docenti che alla fine ha
permesso di produrre le prime "buone pratiche", validate
con un coinvolgimento e partecipazione attiva degli
studenti.
- La
creazione di tre modelli di "buone pratiche" orientative
( due di carattere disciplinare per il recupero
motivazionale e il ri-orientamento e una di carattere
trasversale) sono il risultato di un impegno costante,
supporto nella fase finale da un "facilitatore" esterno,
che ha dato un primo utile risultato.
- Gli
istituti superiori che hanno lavorato in rete sono stati
5, oltre alle 3 scuole medie che hanno collaborato per la
realizzazione della "buona pratica" sull'accoglienza e
l'orientamento in ingresso nella scuola superiore. Gli
studenti interessati sono stati 152 .
-
- punti
di forza
-
- L'ipotesi
che guida questa azione si basa sulla necessità di
fornire documentazione delle esperienze che altrimenti
andrebbero abbandonate dopo la loro realizzazione,
costringendo altri docenti a ripensare e rielaborare
identici percorsi formativi.
- Grazie
alle competenze e all'impegno dei 15 docenti che hanno
attivamente lavorato in team, si sono potuto sperimentare
metodi di lavoro in linea con le modalità e le
finalità del progetto. Inoltre, questa esperienza
ha contribuito a creare un "clima pedagogico" di
cooperazione e di confronto, che si è tradotto in
un aiuto e comprensione proporzionato ai bisogni degli
allievi che hanno partecipato alla verifica sul campo
delle "buone pratiche.
- La
documentazione prodotta è un primo esempio di
questo lavoro.
-
- punti
di criticità
-
- I
continui cambiamenti che avvengono nell'ambiente
scolastico accelerano, necessariamente, la
riorganizzazione delle attività didattiche e
l'adozione di strategie innovative. La "buona pratica"
è in genere la descrizione dell'iniziativa, delle
metodologie usate e degli effetti della sua
implementazione (lezioni, punti di forza e debolezze).
Questa ricerca-azione potrà, al termine di un
percorso, portare all'elaborazione di manuali sui metodi
usati e guide di buone pratiche. I principali problemi
emergono, tuttavia, dalla difficoltà di spiegare
proprio queste ultime ad interlocutori esterni alla
realtà che le ha sperimentate. Tali problemi sono
presenti anche nella realizzazione dei primi prodotti del
progetto POST. Occorre, a nostro avviso, implementare
questa cultura e fornire nel futuro strumenti e
metodologie atte a sostenere questa cultura, ancora poco
presente nell'ambiente scolastico.
-
-
- 5.
PROSPETTIVE E AZIONI DI MIGLIORAMENTO
-
- I
dati che l'attuale ricerca educativa ci consente di
analizzare indicano la scarsa efficacia del sistema
attuale di orientamento. Testimonianza evidente sono gli
alti tassi di irregolarità di carriera scolastica,
di abbandoni e di insuccessi sia nella scuola media che
in quella superiore. L'alto numero di abbandoni che si
verificano dipende anche dai metodi d'insegnamento e
dalla qualità del rapporto docente-alunno.
- Infatti,un
percorso di studio è anche una buona
opportunità se riesce ad arricchire positivamente
l'esperienza individuale, aiuta alla costruzione della
personalità dell'allievo ed interviene nella
realizzazione di sé tenendo conto soprattutto di
chi, crescendo, si trova di fronte a situazioni di
scelta.
- Inoltre
è necessario tener conto che, spesso, le
indicazioni orientative che possono essere proposte dai
vari interventi o progetti vengono selezionate dagli
stessi studenti in base alla corrispondenza o meno alle
proprie aspettative individuali.
- L'orientamento
costituisce, dunque, un processo di realizzazione
individuale, che può essere supportato e sostenuto
solo se si parte dalle componenti culturali e
psicologiche della storia di ogni studente. Da qui la
scelta della pedagogia contemporanea a privilegiare
l'orientamento formativo.
- Qualora
l'orientamento fosse solo di tipo informativo esso si
ridurrebbe ad essere un supporto puramente quantitativo
per una scelta professionale adeguata o meno rispetto al
mercato del lavoro. Se invece intendiamo l'orientamento
solo dal punto di vista psicologico, esso si riduce in
attività di counselling.
- A
nostro parere, invece, appare importante considerare la
dimensione del contesto culturale e delle relazioni della
vita quotidiana della scuola, come "luoghi" dove si
- costruiscono
le scelte di orientamento assieme alle aspettative e ai
bisogni dei singoli studenti.
- In
tale modo con un'azione formativa nella scuola si riesce
a fare emergere gli orientamenti individuali impliciti o
potenziali dei singoli studenti, a partire dai quali
è possibile sviluppare azioni di sostegno
finalizzate a valorizzare l'autonomia delle scelta
individuali (autoorientamento), favorendo le
opportunità di aumentare il numero delle scelte
possibili o di aiutare, mediante un'azione didattica e
formativa, le difficoltà ad esprimere una scelta
adeguata ai livelli di apprendimento o di "vocazione"
personale.
- Accanto
a questo orientamento di tipo formativo è
opportuno, per arricchire i percorsi individuali, fornire
agli studenti e alle famiglie indicazioni e informazioni
mirate provenienti dal territorio al fine di
contestualizzare le scelte in una reale dimensione
sociale ed economica.
- Secondo
questa logica progettuale i due obiettivi prioritari che
il progetto si è dato:
-
- 1.
rete territoriale di integrazione per le azioni di
orientamento
- 2.
costruzioni di "buone pratiche" per migliorare le scelte
orientative nell'ambito della formazione
-
- non
solo sono stati connessi fra loro, ma hanno anche
imperniato il lavoro dei docenti e degli operatori nel
corso del 2002.
- Da
un lato, dunque, si è raggiunto il risultato di
conoscere, approfondire e misurare concretamente sul
campo le esperienze formative rivolte ai ragazzi della
terza media e del biennio della scuola superiore
utilizzando una metodologia che desse spessore,
continuità e sviluppo ai progetti pensati e
realizzati dalle scuole. Dall'altro, di favorire la
costruzione di un "sistema" informativo e di collegamento
delle attività territoriali di orientamento,
coinvolgendo, innanzitutto, l'ente locale che sempre
più assume il ruolo, anche dal punto di vista
normativo, di coordinatore in questo campo. Non si
è, perciò, pensato al sito web come
semplice strumento informativo, ma anche come possibile
centro di raccolta e di diffusione di esperienze e di
proposte sia per collegare in rete le scuole con i
progetti inseriti nel POF, sia per verificare come questi
si rapportino realmente al territorio.
- Va,
in ogni caso, sottolineato che, a partire dalle
finalità dichiarate nel progetto, si sono
raggiunti i risultati descritti nel formulario della
Regione, ad eccezione degli sportelli informativi presso
le scuole medie a causa della difficoltà logistica
e organizzativa delle singole scuole medie .
- Nel
contempo si è avviata una procedura organizzativa
e una metodologia operativa che ha trovato consenso e
partecipazione attiva da parte dei Dirigenti Scolastici e
dei Docenti impegnati nelle diverse fasi del progetto
POST.
- In
considerazione del fatto che si è stabilito di non
procedere all'effettuazione delle singole azioni previste
- ché avrebbe comportato esclusivamente
l'esecuzione di una sommatoria di attività fra
loro disgiunte - l'impostazione conferita al progetto ha
assunto caratteristiche di innovazione, per cui è
stato necessario approntare idonei interventi di supporto
e consulenza nei confronti degli operatori impegnati nel
progetto.
- Di
conseguenza, l'avvio delle fasi esecutive ha subito un
rallentamento per permettere a tutti coloro che hanno
partecipato, a livelli diversi, alle attività
previste di acquisire una nuova metodologia di lavoro e
per creare un consenso e una condivisione delle
finalità. Comunque, pur dinnanzi a
difficoltà iniziali, gli incarichi assegnati sono
stati portati a termine. La novità della scelta ha
richiesto una particolare attenzione alla gestione e alla
supervisione del progetto per fare condividere tale
scelta progettuale.
-
-
- I
compiti più importanti da svolgere per consolidare
il "sistema orientamento" saranno:
-
- 1.
assumere procedure che rispondano ad una cultura
organizzativa in rete;
- 2.
pensare all'orientamento formativo incentrato sullo
sviluppo generale della persona;
- 3.
recuperare la funzione informativa come
possibilità di prendere decisioni motivate e non
solo acquisizione di dati
-
- Le
attività più importanti ,necessarie per
svolgere queste funzioni, riguardano:
- a)
la maturazione nella gestione del progetto di un
comportamento organizzativo che abbia, nella prassi delle
singole azioni, un'occasione per dare ad esse una valenza
non legata alla scuola di appartenenza
- b)
il miglioramento, a livello territoriale e di rete, di
alcune "buone pratiche"
- c)
la possibilità di instaurare rapporti continui e
consolidati con gli enti e le scuole del
territorio.
-
- Il
progetto POST ha posto in essere uno sforzo innovativo
per il superamento dell'occasionalità degli
interventi di orientamento e ha attivato un approccio
metodologico per migliorare le esperienze realizzate. La
maturazione di una cultura di rete, anche attraverso una
integrazione fra le enunciazioni e la prassi reale che -
come sappiamo - è complessa e difficile
nell'ambito scolastico, può divenire un'efficace
base di partenza per l'attivazione dello sviluppo e
consolidamento per il 2003.
-
- Marzo
2003
-
|
|