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MODELLO
DI BUONA PRATICA n.1
-
- MODULO
ACCOGLIENZA PER ALLIEVI CON DIFFICOLTA'
-
-
- SEDE
SVOLGIMENTO \ SPERIMENTAZIONE
- Le
aule ed i laboratori dell'Ente di Formazione
Professionale "Casa di Carità Arti e Mestieri" di
Bassano del Grappa.
-
-
- DESTINATARI
- Studenti
dei Corsi dell'area disagio riservati ad allievi con
difficoltà di apprendimento svolti all'interno
dell'Ente di Formazione Professionale "Casa di
Carità Arti e Mestieri" di Bassano del Grappa. Si
tratta di allievi che hanno assolto l'obbligo scolastico,
di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Essi
provengono da esperienze scolastiche diversificate; hanno
avuto inoltre, nel corso di studi precedente, un sostegno
scolastico individualizzato. Nel corso viene proposta una
programmazione semplificata e particolarmente attenta
all'applicazione pratica mirata all'acquisizione di
abilità spendibili in ambito lavorativo e
finalizzata ad una reale integrazione sociale.
-
-
- RILEVAZIONE
DEL BISOGNO
- I
primi giorni in una scuola nuova portano i ragazzi a
sostenere degli stati d'ansia che impediscono loro di
vivere in modo sereno e tranquillo il nuovo inserimento.
Questo vale ancor di più quando si parla di
allievi con difficoltà, che, a seconda delle
caratteristiche singole di ognuno, possono vivere a volte
molto male il nuovo ambiente. Hanno lasciato un posto
dove si erano creati un loro modo di essere, con le loro
relazioni amicali, e con le loro sicurezze, per
frequentare una scuola completamente sconosciuta, piena
di incognite.
- Risulta
quindi di fondamentale importanza curare attentamente
l'inserimento dell'allievo ancora prima dell'inizio delle
lezioni.
-
-
- FINALITA'
- Con
questo progetto l'Ente si prefigge di rendere l'ingresso
nel nuovo contesto educativo accogliente, che veda i
bisogni dei singoli allievi in primo piano, al fine di
creare i presupposti di un buon clima di classe, dove gli
allievi si sentano a loro agio e siano messi in
condizione di apprendere quanto viene proposto dal
percorso educativo e formativo.
-
-
- OBIETTIVI
- 1.
rassicurare l'allievo sulla sua identità
personale
- 2.
favorire il formarsi dell'identità della
classe
- 3.
accompagnare l'allievo nel percorso di inserimento in un
nuovo contesto formativo
- 4.
diminuire gli stati d'ansia personali e favorire un
sentimento di sicurezza
- 5.
favorire un clima di classe positivo e
cooperativo
- 6.
responsabilizzare l'alunno nelle proprie scelte e nei
propri comportamenti all'interno della classe
- 7.
favorire nell'allievo la conoscenza dell'Ente
(laboratori, aule, servizi) e delle persone che vi
lavorano all'interno (insegnanti, direttore, impiegati),
gli obiettivi e l'articolazione del percorso
formativo
- 8.
favorire un rapporto significativo tra allievi e
insegnante, tre allievi ed allievi, tra allievi e il
mondo della scuola, inteso anche come spazio in cui si
svolgerà la relazione di apprendimento
- 9.
riconoscimento identità personale
- 10.
avviare l'allievo ad essere autonomo e responsabile del
proprio apprendimento e della propria
educazione
-
-
- ARTICOLAZIONE
- Gli
interventi, differenziati sono così
articolati:
-
-
attività individuale tenuta dall'équipe
psicopedagogica prima ancora dell'inizio delle lezioni
consistente in un colloquio con ogni singolo allievo
assieme allo psicologo dell'Ente.
-
-
attività di accoglienza all'interno della nuova
struttura formativa per rilevare le caratteristiche
affettive, relazionali in ingresso degli studenti
(interessi, motivazioni, comportamento) e per creare il
gruppo classe, individuando gli elementi trainanti e gli
studenti che necessitano di un percorso educativo
specifico.
-
-
attività di conoscenza dell'ente (laboratori,
aule, servizi), delle persone che vi lavorano all'interno
(insegnanti, direttore, impiegati), degli obiettivi e
dell'articolazione del percorso formativo.
-
-
attività di somministrazione di test per
verificare la presenza dei prerequisiti necessari
perché si realizzino situazioni di apprendimento e
si formuli una diagnosi precoce delle condizioni iniziali
cui far seguire tempestivi interventi di
sostegno.
-
-
- DESCRIZIONE
DELL'ATTIVITA'
- Nella
fase di pre-accoglienza:
- ®
colloquio tra lo psicologo e l'allievo
- ®
colloquio tra lo psicologo e la famiglia per la
conoscenza della storia di ciascun ragazzo.
-
- Prima
settimana di scuola:
- 1°
giorno: 5 ore: I ragazzi vengono accolti in classe dal
docente
- Messaggio
di benvenuto e augurio per l'anno formativo
- Presentazione
del docente e dell'Ente
- Spiegazione
del percorso formativo: moduli, stage, qualifica, sbocchi
occupazionali
- Presentazione
circolare e spontanea degli allievi
- Accoglienza
con saluto da parte del direttore al gruppo
classe
- Visita
guidata alla struttura (luogo ricreazione, aule,
laboratori, servizi)
- Conoscenza
del personale che opera all'interno dell'Ente
- Rilevamento
prime impressioni personali
- Somministrazione
test d'ingresso suddivisi per moduli.
-
- 2°
giorno: 5 ore: Presentazione di ogni singolo allievo alla
classe (per confrontare affinità, vicinanze,
somiglianze e differenze nei gusti, negli hobby, negli
interessi sportivi, musicali,
)
- Compilazione
materiale scritto per verificare attitudini individuali e
per favorire la conoscenza di sé (questi elaborati
permettono ai docenti di verificare le competenze
linguistiche e le abilità
linguistiche)
- Condivisione
di quanto scritto con la classe e discussione
circolare
- Negoziazione
delle regole e conseguente stesura del regolamento oltre
che definizione dei compiti/mansioni all'interno della
classe con successiva suddivisione degli
stessi.
- Somministrazione
test d'ingresso suddivisi per moduli.
-
-
- Durante
il tempo previsto per l'accoglienza, all'interno delle
cinque ore giornaliere sono previste delle pause
abbastanza frequenti, questo per rispettare i tempi di
attenzione e concentrazione degli allievi.
- Vista
la positiva ed efficace conclusione della fase
sperimentale del modello di accoglienza per allievi
diversamente abili, si intende per l'anno prossimo
occupare per l'intervento i primi cinque giorni dell'anno
formativo anziché i primi due. L'allargare a
livello temporale la fase di accoglienza permette agli
allievi di consolidare maggiormente gli obiettivi
fissati.
-
- TEMPI
- Prima
settimana dell'anno scolastico
-
-
- RISORSE
- L'équipe
psicopedagogica dell'Ente
- I
docenti dell'Ente
- La
segreteria dell'Ente
- Le
aule i laboratori dell'Ente
-
-
- COSTI
- Nessun
costo aggiuntivo.
-
-
- METODOLOGIA
-
- ß
colloqui individuali tenuti dallo psicologo con
compilazione di test attitudinali specifici
- ß
colloqui individuali tenuti dallo psicologo con le
famiglie
- ß
presentazione in aula dell'insegnante, del percorso
formativo e dell'Ente
- ß
visita di tutti gli ambienti dell'Ente
- ß
presentazione e conoscenza delle persone che lavorano
all'interno dell'Ente
- ß
lavori a coppie, in gruppo, attività circolari e
giochi per favorire la conoscenza reciproca
- ß
lezione partecipata e attiva per la negoziazione e la
stesura del regolamento e per la suddivisione dei
compiti
- ß
somministrazione test d'ingresso per i moduli di Cultura
Generale, Logico-Matematica e di Tecnica
Professionale
-
-
- PUNTI
DI FORZA
-
- La
curiosità degli allievi rispetto al nuovo percorso
e alla nuova struttura
- La
collaborazione con le varie figure dell'Ente.
-
-
- DIFFICOLTA'
- Non
si sono presentate difficoltà significative
durante la fase di accoglienza.
-
- RISULTATI
OTTENUTI
- L'attività
di accoglienza ha dato modo agli allievi di:
- ß
prendere l'ingresso in una nuova struttura formativa in
modo positivo, sereno, limitando il senso di insicurezza
e lo stato d'ansia già dopo due tre ore della
prima giornata.
- ß
conoscere l'ambiente circostante, ovvero l'ente
(laboratori, aule, servizi), le persone che vi lavorano
all'interno (insegnanti, direttore, impiegati), gli
obiettivi e l'articolazione del percorso
formativo.
- ß
Conoscere i propri compagni e farsi conoscere da
loro
- ß
Creare il gruppo classe ed in clima positivo.
-
- L'attività
di accoglienza ha dato modo ai docenti di:
- ß
Conoscere gli allievi non solo dal punto di vista delle
conoscenze, ma anche per i loro interessi, il loro modo
di essere, le loro attitudini e per gli aspetti
socio-relazionali e comportamentali
- ß
Poter disporre degli elementi base per stendere il
progetto educativo individuale attraverso la
somministrazione dei test
-
-
- VALUTAZIONE
- La
valutazione del progetto si intende nell'osservazione
degli allievi: ossia valutando l'indice di gradimento del
progetto, la conoscenza acquisita dell'Ente nella sua
totalità, il clima che si è creato tra
allievi e tra allievi e docenti, la valutazione dei test
d'ingresso.
-
-
-
- MODELLO
DI BUONA PRATICA n. 2
-
- MODULI
FORMATIVI DI ORIENTAMENTO RELATIVI AL PASSAGGIO FRA TERZA
MEDIA E PRIMA SUPERIORE
-
-
- a)
LABORATORI ORIENTANTI
- La
sezione "Laboratori orientanti" si ispira al principio
che l'orientamento costituisca non un episodio isolato ma
un lungo processo in quanto componente strutturale dei
percorsi educativi e si inserisce in una più vasta
azione mirata a fornire agli studenti di Terza Media
esperienze concrete in grado di orientarli in merito alle
scelte scolastiche successive.
- Il
progetto propone una serie di azioni diversificate idonee
a far percepire agli studenti il rapporto di
continuità/discontinuità che esiste fra i
due segmenti del percorso formativo.
- Alla
base del progetto si colloca la riflessione sul profilo
formativo d'uscita dal percorso dell'obbligo scolastico,
a cui si possono ispirare gli interventi
pedagogico-didattici destinati agli studenti fino
all'assolvimento dell'obbligo stesso, ovvero fino al
compimento del quindicesimo anno d'età. Infatti,
considerato che dopo il primo anno di scuola superiore
gli studenti, qualsiasi sia stata la scelta operata
all'avvio del nuovo percorso, possono decidere di
proseguire nell'istruzione superiore o di accedere alla
formazione professionale, appare opportuno ispirare le
azioni ad un profilo formativo ampiamente condiviso e
tale da poter caratterizzare tutte le istituzioni
scolastiche, a prescindere dal loro carattere liceale,
tecnico o professionale, e che sia mirato piuttosto a
promuovere competenze e capacità proprie di un
"cittadino europeo". Tale profilo formativo d'uscita
dalla scuola dell'obbligo contempla uno
studente
- ÿ
Autonomo e responsabile, ovviamente in rapporto alla
fascia d'età considerata.
- ÿ
Attrezzato anche nei confronti del mondo del
lavoro
- ÿ
Fornito di conoscenze idonee sia a promuovere la
partecipazione responsabile in tutti gli ambiti che lo
vedranno presente, nel caso di passaggio ad altri
percorsi formativi, sia a sostenere una più ampia
dimensione intellettuale e culturale in caso di
prosecuzione nell'istruzione superiore.
- Per
le suddette ragioni il "modello" di laboratori orientanti
qui proposto vuole essere flessibile e adattabile alle
diverse esigenze scolastiche, pur mantenendo una
struttura di fondo unitaria, tale da far percepire agli
studenti che li frequentano il comune impegno assunto
dalle istituzioni scolastiche del territorio.
- Il
progetto infatti prevede che la proposta di
calendarizzazione venga gestita da un gruppo
interistituto appositamente costituito, in modo che i
vari Laboratori orientanti non si sovrappongano e venga
realmente offerta agli studenti l'opportunità di
partecipare, qualora lo desiderino, a più di un
Laboratorio e verificare in questo modo attitudini ed
interessi.
-
- Destinatari
- Il
laboratorio è destinato agli alunni di Terza Media
che devono ancora iscriversi ad una scuola superiore.
-
- Fase
di attuazione
- L'esperienza
si integra con altre attività di Orientamento
scolastico messe in atto dalle scuole Medie inferiori,
con le quali si avverte dunque l'esigenza di collaborare
e confrontarsi.
-
- Fase
® Pre-accoglienza
- Destinatari
® Alunni di terza Media che devono iscriversi alla
scuola superiore
- Bisogni
a cui dare risposta ® Promuovere la conoscenza
diretta dello specifico educativo-disciplinare dei
percorsi che si avviano a svolgere, al fine di avere
conferme/disconferme ed evitare delusioni di attese e
aspettative
- ®
Far sperimentare alcuni aspetti dei nuovi compiti di
apprendimento a cui sono chiamati nei diversi
percorsi.
- Finalità
® Fornire occasioni di conoscenza diretta delle
attività che caratterizzano il nuovo
percorso
- ®
Fare sperimentare modalità di lavoro specifiche
dei diversi percorsi
- ®
Far verificare agli studenti di Terza Media motivazioni,
interessi e "vocazionalità" relativamente alle
scelte successive alla Terza media
- Obiettivi
® Favorire un primo livello di conoscenza della
scuola/dell'indirizzo
- ®
Far conoscere alcuni aspetti relativi alla struttura
delle discipline/attività che caratterizzano la
scuola prescelta, nonché le valenze formative e
abilitative che attività e discipline rivestono
- ®
Fare sperimentare forme e linguaggi relativamente alle
discipline fondanti gli indirizzi scolastici, al fine di
orientare e sostenere le motivazioni alla scelta degli
studenti
- ®
Avviare ad una riflessione sulle
discipline/attività che caratterizzano gli
indirizzi scolastici
- ®
Promuovere una prima conoscenza dei docenti impegnati nei
percorsi presenti nelle scuole in cui si attuano i
laboratori orientanti
- Periodo
® mese di dicembre
- Tempi
® Uno o due incontri, a distanza di pochi giorni
l'uno dall'altro, di 2-3-4- ore ciascuno, a seconda delle
attività svolte.
- Spazi
® Sede: Le istituzioni scolastiche che attivano i
laboratori
- ®
Aule-laboratorio
- ®
Laboratori (multimediali, linguistico, audiovisivi,
disciplinari)
- Articolazione
e Metodologia FASE PREPARATORIA agli incontri (mese
ottobre-novembre)
- Individuazione
e calendarizzazione dei laboratori orientanti: questa
fase sarà gestita da un referente di Istituto
incaricato di:
-
censire i laboratori orientanti eventualmente già
attivati presso il proprio istituto
-
definire un calendario da proporre e concordare con i
referenti del gruppo interistituto appositamente
costituito
- Costituzione
del gruppo di progetto rappresentato da 2 docenti
coinvolti a vario titolo nella gestione di ciascuno dei
laboratori orientanti: referente di laboratorio,
insegnanti di indirizzo (delle discipline caratterizzanti
e di una o più delle discipline dell'area comune).
- A
questo scopo
-
il referente di istituto prende contatti con i vari
collaboratori del progetto
-
Negli istituti scolastici in cui sono attivati più
percorsi di studio possono essere coinvolti i
Coordinatori di indirizzo ai quali viene assegnato il
compito di istituire il gruppo di progetto, ciascuno per
il proprio indirizzo di studi
-
I Coordinatori di indirizzo a loro volta riuniscono i
docenti di indirizzo al fine della costituzione del
gruppo di progetto.
- Al
gruppo di progetto è affidato il compito di
pianificare e gestire l'esperienza e di elaborare i
questionari d'ingresso e d'uscita
-
- Contatti
- attraverso la segretaria - con le scuole medie del
territorio per
- 1.
fornire indicazioni relative a
-
tipologia dei laboratori orientanti che verranno attivati
presso gli istituti
-
calendario e durata dei laboratori orientanti
- 2.
richiedere l'elenco degli studenti che intendono
partecipare a uno o più dei laboratori programmati
dai singoli istituti
-
- Ciascun
gruppo di progetto
-
Raccoglie i nominativi degli studenti tutor, segnalati
dai Coordinatori di classe o individuati dagli stessi
docenti che partecipano ai laboratori
orientanti
-
Progetta le attività di laboratorio secondo le
fasi qui di seguito indicate
-
Predispone il materiale necessario per lo svolgimento del
laboratorio, differenziato per le diverse
fasi.
-
Raccoglie il materiale elaborato nell'anno precedente
nelle varie classi prime, da presentare al Work shop e ne
cura la fruibilità nei laboratori
-
Istruisce i propri studenti tutor sulle attività
da svolgere
-
Predispone gli spazi da utilizzare, con i relativi
strumenti e materiali: aule e laboratori
-
-
- FASE
di ESECUZIONE (mese di Dicembre)
-
- PRIMO
INCONTRO:
- FASE
WARM UP (Riscaldamento d'Aula)
- Gli
studenti tutors
- accolgono
gli alunni di Terza Media e li conducono nel luogo
d'incontro
- consegnano
il materiale di lavoro raccolto nella cartellina dello
studente
- Il
Coordinatore di Indirizzo dà il benvenuto gli
studenti e si presenta
- Fa
l'appello degli studenti
- Spiega
le finalità dell'incontro
- Somministra
il questionario di ingresso per conoscere attese,
aspettative e timori
-
- ®
FASE ILLUSTRATIVA
- ®
riunione plenaria: attività gestita dal Referente
per l'Orientamento o dal Coordinatore di Indirizzo o da
un docente delegato
- Illustra
l'asse portante dell'indirizzo stesso
- Illustra
il contenuto della "valigia dello studente" di cui lo
scuola intende dotare i propri iscritti
- Illustra
la funzione della "cassetta degli attrezzi" di cui li
forniranno le varie discipline
- Fornisce
indicazioni sulla costituzione dei gruppi per le
attività di laboratorio
- riunione
plenaria: attività gestita dai docenti di
Indirizzo
- esemplificano
il contenuto della "cassetta degli attrezzi" delle
discipline caratterizzanti l'indirizzo
- presentano
una o più simulazioni di "mini-lezione" (mx 20
min.) sulle discipline di cui sopra
- danno
consegne circa i lavori da svolgere nella fase
operativa
-
- ®
FASE OPERATIVA: gestita dagli studenti tutor (2/3 per
gruppo)
- ®
Conducono il proprio gruppo nell'aula assegnata
- ®
Mettono in atto strategie per ridurre gli stati d'ansia
nei piccoli
- ®
Workshop: gli studenti tutor illustrano ai futuri
compagni alcune attività svolte nel corso del
primo anno scolastico
- ®
Attività di laboratorio: gli studenti tutor
guidano e assistono gli studenti di terza media nelle
attività di laboratorio proposte assegnate nella
riunione plenaria
- FASE
CONCLUSIVA: gestita dal Coordinatore di Indirizzo
- ®
attività di intergruppo per il confronto dei
risultati dell'attività di laboratorio
- ®
"tira le somme" con il gruppo
- ®
laddove siano previsti due incontri, vengono fornite
semplici consegne in rapporto alle attività
previste nella seconda sessione
-
-
- SECONDO
INCONTRO
- FASE
DI RACCORDO: riunione plenaria gestita dal Referente per
l'Orientamento o dal Coordinatore di Indirizzo
- si
procede all'analisi dei lavori personali condotti dagli
studenti nell'intervallo fra i due incontri
- ®
FASE OPERATIVA: riunione plenaria: attività
gestita dai docenti dell'Area comune
- esemplificano
il contenuto della "cassetta degli attrezzi" delle
discipline di cui sopra
- presentano
una o più simulazioni di "mini-lezione" (mx 20
min.) sulle proprie discipline
- danno
consegne circa i lavori da svolgere nella fase
operativa
-
- ®
FASE OPERATIVA: gestita dagli studenti tutor (2/3 per
gruppo)
- ®
Conducono il proprio gruppo nell'aula assegnata
- ®
Attività di laboratorio: gli studenti tutor
guidano e assistono gli studenti di terza media nelle
attività di laboratorio proposte assegnate nella
riunione plenaria
-
- FASE
CONCLUSIVA: gestita dal Coordinatore di Indirizzo
- attività
di intergruppo per il confronto dei risultati
dell'attività di laboratorio
- "tira
le somme" con il gruppo
- Somministra
il questionario d'uscita per la valutazione
dell'esperienza
-
-
-
-
- CHIUSURA
DEL LABORATORIO
- Ciascun
Coordinatore di indirizzo
- procede
alla lettura e analisi dei questionari somministrati nel
proprio indirizzo
- stila
una relazione consuntiva, indicando punti di forza e di
debolezza con eventuali proposte di miglioramento, e
riportando una sintesi degli esiti della lettura dei
questionari.
- Referenti
® Coordinatori di indirizzo, incaricati
di:
- ®
Costituire il gruppo di progetto del laboratorio
orientante del proprio indirizzo
- ®
Condurre il laboratorio orientante
- ®
Gestire le fase e le attività di sua
competenza
- ®
Relazionare sugli esiti del laboratorio
orientante
- Risorse
umane ® Gruppo interistituto costituito per la
calendarizzazione dei laboratori a livello di territorio
- ®
Eventuale Funzione Obiettivo incaricata dell'Orientamento
in ingresso
- ®
Gruppo di progetto (3-4 docenti) incaricato
- ®
dell'organizzazione complessiva del laboratorio
orientante
- ®
della predisposizione dei materiali
- ®
Personale di segreteria didattica: mantiene i contatti
con le Scuole medie
- ®
Docenti delle discipline di indirizzo e di alcune
discipline dell'area comune, opportunamente individuate,
coinvolti soprattutto nella fase illustrativa
- ®
Coordinatori di classe di Seconda Biennio incaricato di
- ®
fornire i nominativi degli studenti tutor
- ®
prendere contatti con i docenti del Consiglio di classe
per la scelta e l'organizzazione dei lavori eseguiti
nell'anno precedente da presentare nel work
shop
- ®
Studenti tutor
- Materiali
® Computer, videoproiettore con maxischermo, software
per la presentazioni di diapositive, registratore,
cassette audiovisive, schede di lavoro, Lavagna luminosa,
lucidi, fotocopie
- ®
Strumenti per l'esecuzione delle attività di
laboratorio predisposte dai docenti
incaricati
- ®
Questionario di valutazione
- Azioni
di supporto Formazione degli studenti tutor attraverso un
corso specifico
- Formazione
dei docenti attraverso incontri per
- ®
la diffusione del modello
- ®
la riflessione sulla "valigia dello studente"
- ®
la riflessione sulla "cassetta degli
attrezzi"
-
- Per
i Disabili
-
- Soggetti
coinvolti:
- ÿ
Referente di istituto per i Diversamente
abili
- ÿ
Psicologo con funzione di osservatore e rilevatori di
comportamenti relazionali e cognitivi
- ÿ
Genitori degli studenti iscritti al
laboratorio
-
- Per
ulteriori esemplificazioni si potranno vedere in seguito
i progetti specifici che saranno elaborati dalle scuole
coinvolti presumibilmente come segue
-
-
- Liceo
"Brocchi"
- ÿ
Liceo Classico: Progetto "Classico oltre: il passato
scrive il futuro".
- ÿ
Liceo Linguistico: Progetto "Europa"
- ÿ
Liceo delle Scienze Sociali: Progetto "Dall'uomo alla
persona"
- ÿ
Liceo Scientifico e Scientifico/Tecnologico: Progetto
"Dall'osservazione dei fenomeni alla loro
misurazione"
-
- Istituto
d'Arte "G. de Fabris"
- Percorso
"tradizionale"
- ÿ
Sezione Ceramica
- ÿ
Sezione Architettura e Arredamento
- Percorso
Sperimentale "Progetto Michelangelo"
- ÿ
Architettura e Arredo
- ÿ
Disegno industriale
- ÿ
Arte e restauro della ceramica
- Liceo
d'Arte
- ÿ
Arte e comunicazione visiva
- ÿ
Beni culturali e conservazione
- ÿ
Composizione e progettazione
-
- Istituto
Professionale " G.A. Remondini "
- ÿ
Indirizzo per Tecnico dei Servizi sociali
- ÿ
Indirizzo per Tecnico per l'impresa turistica
- ÿ
Indirizzo per Operatori Aziendali
-
- Casa
di carità Arte e Mestieri
- ÿ
Percorso integrato di formazione polivalente
- ÿ
Area Commerciale
-
-
- MODELLO
DI BUONA PRATICA n. 3
-
- CONTENIMENTO
E RIDUZIONE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA: modulo per il
recupero della motivazione allo studio e stage formativo
presso altra scuola
-
-
- Premessa
-
- Il
progetto nasce dal bisogno di ridurre la dispersione
scolastica e di assolvere all'obbligo
formativo.
- Il
progetto si rivolge ai ragazzi di classe prima e seconda
che evidenziano già dai primi mesi di scuola,
mancanza di motivazione allo studio e difficoltà a
seguire il percorso scolastico intrapreso. Si vuole
proporre un modulo volto al recupero della motivazione
allo studio e l'opportunità di provare un percorso
scolastico più vicino alla capacità
dell'alunno.
- E'
un progetto piuttosto complesso che necessita del
sostegno dei docenti in particolare modo della
collaborazione dei coordinatori di classe che con le loro
competenze lo rendono realizzabile, dei genitori e
famiglie degli alunni stessi.
- Il
progetto parte da un'esperienza precedentemente attivata
e il lavoro svolto nel progetto POST ci ha permesso di
realizzare delle modifiche nei tempi di attuazione, che
vanno anticipati, nelle modalità di informazione
ai ragazzi e nel tipo di tirocinio formativo presso altre
scuole.
-
- Soggetti
istituzionali coinvolti
-
- Hanno
condiviso il modello di buona pratica i seguenti istituti
ed enti di formazione professionale del territorio
bassanese:
-
- Istituto
Professionale di Stato "Remondini"
- Ente
di Formazione Professionale "Casa di carità arte e
mestieri"
- Centro
di Formazione Professionale della Provincia
"Ferracina"
- Istituto
d'Arte "De Fabris"
- Istituto
Tecnico Industriale " Fermi "
- Liceo
Scientifico "Da Ponte"
- Liceo
Classico "Brocchi"
-
- Destinatari
-
- Alunni
a rischio di abbandono scolastico di classe prima e
seconda superiore
-
- Finalità
-
- ¸
Garantire l'assolvimento dell'obbligo formativo riducendo
i fenomeni di dispersione scolastica;
- ¸
Favorire l'integrazione degli alunni a rischio di
abbandono;
- ¸
Garantire il diritto allo studio
-
-
- Obiettivi
-
- ¸
Recuperare l'autostima, la motivazione, la coscienza di
sé
- ¸
Aiutare ad imparare ad operare delle scelte, a sapersi
porre consapevolmente di fronte alla realtà
sociale e produttiva, a sapere riconoscere e selezionare
le proprie attitudini ed interessi;
- ¸
Sviluppare una serie di competenze che abilitino a saper
scegliere e sapere cambiare valorizzando interessi e
attitudini;
- ¸
Favorire l'acquisizione di conoscenze e competenze utili
all'inserimento nel mondo del lavoro;
- ¸
realizzare uno stretto collegamento con i Centri di
Formazione operanti sul territorio.
-
- Modalità
di intervento
-
- 1.
Il progetto prevede azioni coerenti con tipologie di
intervento specifiche curvate sui bisogni effettivi
individuati per ogni singolo allievo.
- 2.
Si individuano, attraverso una stretta collaborazione tra
coordinatore di classe e la F.O. i ragazzi a rischio di
abbandono e si cerca di tracciare un profilo del ragazzo
individuando le possibili cause di insuccesso. A tale
scopo viene utilizzata la scheda "alunni a rischio, dati
informativi".
- 3.
La F.O. o il coordinatore di classe, ha un primo
colloquio con il ragazzo, sommnistra test mirati, idonei
a rilevare interessi scolastici e/o extrascolastici,
risorse individuali, livelli di rendimento scolastico,
abilità e competenze.
- 4.
Successivamente incontra il ragazzo e i suoi genitori con
i quali analizza i risultati emersi dal colloquio e dai
test
- 5.
Il ragazzo ha la possibilità di avere un colloquio
con lo psicologo oeprante nella scuola per identificare
cause di insuccesso di natura non scolastica (ansia,
crisi di crescita..).
-
- Strategie
per il recupero scolastico e motivazionale
-
- Si
individuano le strategie di intervento più idonee
scelte in base alle sue possibilità di recupero
sia sotto il profilo scolastico che
motivazionale:
-
- A.
Se il motivo di insuccesso è dovuto a carenze
nella conoscenza dei contenuti e/o una mancanza di metodo
di studio, si offre la possibilità di seguire
attività di recupero o di usufruire delle
attività di "sportello didattico" per calibrare
sui suoi specifici bisogni strategie di apprendimento
personalizzate.
- B.
Un modulo specifico di recupero dell'autostima e
motivazione allo studio tenuto da psicologi operanti
nella scuola.
- C.
Nel caso di alunni stranieri si attuano dei moduli per il
sostengo linguistico finalizzati all'apprendimento della
lingua italiana e le strategie ai punti A e
B.
-
- Strategie
per un eventuale ri - orientamento
-
- Se
il ragazzo vuole orientarsi verso percorsi formativi o
scolastici diversi, la F.O. gli offre le informazioni
necessarie e indica i percorsi possibili più
vicini alle sue attitudini ed interessi e lo aiuta ad
operare una scelta consapevole.
- La
F.O. progetta per il CFP, o altra scuola, un modulo di
stage formativo da effettuarsi presso le loro
sedi.
- Si
tratta dell'opportunità data a piccoli gruppi di
nostri ragazzi di assistere allo svolgimento di alcune
lezioni di discipline diverse così da avvicinarli
alla nuova scuola e dare loro la possibilità di
acquisire notizie sulle materie che vi si
studiano.
- Un
secondo fine è il recupero della motivazione allo
studio e dell'autostima derivante dal fatto che si
propone al ragazzo un'alternativa e lo si prepara a
rivedere se stesso, le proprie attitudini e le proprie
scelte e a pensarsi in qualcosa di diverso in cui possa
realizzarsi con maggiore successo.
-
-
- Risorse
-
- -
La funzione Obiettivo
- -
I coordinatori di classe prima e seconda
- -
I docenti dell'istituto
- -
I docenti degli altri istituti
- -
Gli psicologi esterni operanti nella scuola
- -
L'organizzazione interna per attività di recupero
e ascolto
- -
Segreteria dell'istituto
- -
Le famiglie dei ragazzi interessati
-
-
- Tempi
di realizzazione del progetto
-
- Novembre
- Interventi
degli psicologi nelle classi prime per conoscere le
classi e cogliere eventuali situazioni a rischio (2 ore
per ciascuna classe prima)
- Colloquio
degli psicologi con il coordinatore di classe,
finalizzato alla informazione e allo scambio di
opinioni
- Eventuale
somministrazione di un "Questionario di autostima" che
verrà visionato dalla psicologa operante nella
classe
- Il
coordinatore tiene i contatti con gli insegnanti del
Consiglio di Classe e si informa sui ragazzi in
difficoltà (può utilizzare la scheda
"alunni a rischio" con diversi indicatori fra i quali: la
frequenza scolastica, la puntualità nello
svolgimento delle consegne e organizzazione del proprio
materiale di studio quaderni, libri,
- il
comportamento e l'atteggiamento in classe, il rapporto
con i compagni isolato, elemento di disturbo,
estremamente passivo..- la capacità di ascoltare
le lezioni e i compagni e il possesso dei requisiti
minimi)
- Colloqui
con il coordinatore di classe, con i genitori del ragazzo
ed eventualmente con gli psicologi
-
- Dicembre
- Realizzazione
del modulo sulla motivazione e autostima. Il modulo
prevede fino a 3 incontri di 2 ore ciascuno da
effettuarsi in orario scolastico e coordinati dagli
psicologi. Ciascun gruppo è costituito da 15
ragazzi di diverse classi prime e seconde che hanno
scelto di parteciparvi.
- Eventuali
sportelli e attività di recupero rientranti nelle
strategie del recupero scolastico e
disciplinare
-
- Gennaio
- Colloqui
con il coordinatore, il responsabile di progetto per un
eventuale riorientamento
-
- Fine
gennaio-inizio febbraio
- Attuazione
dello stage formativo presso altro istituto, centro o
ente di formazione
-
-
- Punti
di debolezza del progetto
- -
Renitenza da parte di alcuni allievi a sostenere i
colloqui con gli psicologi
- -
Tendenza dei ragazzi a rimanere nella scuola e nella
classe scelta
- -
Preferenza da parte dei genitori a mantenere la frequenza
nella scuola già scelta
- -
Difficoltà a trovare insegnanti adatti e/o
disponibili a svolgere la funzione di tutor
- -
Natura provvisoria delle conclusioni a cui portano le
attività di osservazione data l'età in
evoluzione dei soggetti interessati
-
- Punti
di forza
-
- -
Attenzione alla persona dello studente vista nella sua
completezza
- -
Possibilità di ricorrere alla
professionalità offerta dagli esperti che completa
l'azione degli insegnanti
- -
Possibilità di operare su un modello condiviso da
più istituti e potere confrontare l'efficacia dei
risultati
-
- Verifica
delle attività
-
- Relazione
degli psicologi
- Relazioni
dei consigli di classe incaricati di affrontare la
questione in oggetto
- Test
di rilevamento dell'efficacia e del gradimento da parte
dell'ente o scuola accogliente
- Test
di valutazione dell'efficacia da parte degli studenti
coinvolti
- Relazione
finale della F.O.
-
- Gruppo
di monitoraggio
-
- Preside,
responsabile del progetto, docente Funzione
Obiettivo
-
- Valutazione
del progetto e indicatori di successo
dell'intervento
-
- -
Numero degli alunni che non abbandonano lo
studio
- -
Numero di alunni che si orientano positivamente verso
altri istituti o CFP
- -
Numero degli interventi da parte della F.O. e dello
psicologo sulla base dei casi segnalati dai coordinatori
di classe
- -
Numero degli allievi inseriti che usufruiscono
dell'attività di sportello didattico
- -
Numero degli allievi che partecipano alle attività
del laboratorio motivazionale
- -
Numero degli allievi recuperati a livello scolastico o
motivazionale
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- Attività
e costi aggiuntivi
- Intervento
dello psicologo esterno (30 ore)
- Gruppo
di coordinamento didattico (coordinatori di classe prime
e seconde per un totale di 80 ore.
- Attività
di sportello didattico le cui ore vanno quantificate ad
intervento avvenuto
- Attivazione
laboratori didattico-formativo (20
ore).
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